Il racconto di Clattenburg: “Oliver costretto a trasferirsi dopo Real-Juventus”

L’ex arbitro Mark Clattenburg, ha svelato: “Mike Oliver ha dovuto trasferire la famiglia da casa dopo Real Madrid-Juventus del 2018”.

Quello dell’arbitro è un compito spesso ingrato. Non solo tra tutti coloro che sono in campo è l’unico a non poter contare sul supporto di nessuno, ma spesso con le sue decisioni rischia di finire nel mirino di molti.

In passato le polemiche di solito si fermavano a tv e giornali, ma oggi, nell’era dei social network, i direttori di gara o le persone a loro vicine, vengono spesso bersagliati con insulti, o peggio ancora con minacce, da coloro che pensano che con la propria squadra del cuore sia stata sfavorita da scelte arbitrali ingiuste.

Lo sa bene bene Mark Clattenburg, ex arbitro inglese che attraverso il ‘Daily Mail’ ha spiegato quanto dura possa essere la vita dei direttori di gara.

“Io ho subito minacce ‘Faro questo e quello a te, a tua moglie, ai tuti figli…”, ho denunciato il tutto alla Polizia, ma dato l’anonimato, nessuno è stato preso e condannato. Ora è più facile essere raggiunti. Trovano te o un membro della tua famiglia attraverso i social media e di dicono contro cose vili da account senza volto. Fa male. E’ spaventoso”.

Clattenburg ha anche raccontato quanto accaduto a Michael Oliver, l’arbitro di Real Madrid-Juventus, una sfida del 2018 valida per i quarti di finale di Champions League, che lasciò dietro di sé una lunga scia di polemiche, anche perché decisivo, ai fini della qualificazione dei blancos, fu un rigore assegnato (e poi trasformato da Cristiano Ronaldo) al 93’ per un fallo di Benatia su Vazquez quando il risultato era sul 3-0 per i bianconeri.

“Conosco Mike da circa 15 anni ed è un ragazzo eccezionale, uno di quelli che vorresti in trincea con te. Ha dovuto trasferire la sua famiglia da casa dopo la partita in cui la Juventus venne eliminata dalla Champions League dal Real Madrid nel 2018. E’ una cosa sbagliata, ma finché le società dei social media non decideranno di non fregarsene, abusi come quelli subiti da Mike non si fermeranno”.

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