La sentenza sul caso tamponi: multa alla Lazio, 7 mesi di inibizione per Lotito

Il Tribunale federale ha comminato una multa di 150 mila euro alla società. 12 mesi di inibizione ai medici. La Lazio ha già annunciato il ricorso.

La Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale ha emesso la sentenza sul caso tamponi, che vedeva la Lazio accusata per la violazione delle norme federali e la mancata osservanza dei protocolli sanitari vigenti.

La società biancoceleste è stata condannata al pagamento di una multa da 150 mila euro, mentre il presidente Claudio Lotito paga con l’inibizione di sette mesi. Infine sono dodici i mesi di inibizione per i medici della Lazio, ovvero il dottor Ivo Pulcini e il dottor Fabio Rodia.

La Procura federale questa mattina aveva chiesto una multa di 200 mila euro per la Lazio, 13 mesi e 10 giorni di inibizione a Lotito e 16 mesi per i medici sociali.

Scongiurato definitivamente, quindi, il rischio di un’eventuale penalizzazione in classifica mentre è stata respinta la richiesta del Torino di costituirsi come terza parte interessata.

Lotito inoltre evita anche di perdere la carica di consigliere federale, dato che i sette mesi di inibizione rimediati oggi insieme ai due comminati al presidente della Lazio nel 2012, non gli fanno comunque superare i 10 mesi complessivi che potevano sancire la sua decadenza dal ruolo.

La società ha già comunicato sul proprio sito ufficiale che farà ricorso in appello.

“La Società Sportiva Lazio, a seguito del pronunciamento della sentenza di primo grado della giustizia sportiva, che prevede sette mesi di inibizione per il Presidente, 12 mesi per i medici sociali e 150 mila euro di multa per la Società, comunica che impugnerà in appello queste decisioni”.

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