Romero lancia la sfida al Real Madrid: “Ramos un idolo, ma possiamo vincere”

Cristian Romero parla alla vigilia di Atalanta-Real Madrid: “Crediamo di poter vincere. Sarà difficilissimo, ma abbiamo fiducia”.

E’ una vigilia storica quella che si sta vivendo in casa Atalanta. La compagine orobica infatti, mercoledì sera affronterà il Real Madrid in una sfida valida per l’andata degli ottavi di finale di Champions League.

Si tratta ovviamente di un appuntamento di incredibile importanza per la Dea che, visto il momento che sta vivendo, può concedersi anche la possibilità di affrontare i blancos senza il minimo timore reverenziale.

Lo sa bene anche Cristian Romero che, in un’intervista rilasciata al sito ufficiale della UEFA, si è detto convito del fatto che l’Atalanta possa battere il Real.

“Indubbiamente il Real è un club che ha una grandissima storia. Al momento non è al massimo della forma ma noi siamo concentrati solo su noi stessi. Crediamo di poter vincere. Crediamo in noi stessi. Saranno due grandi partite. Naturalmente dovremo fare una grande prestazione per andare ai quarti di finale a spese di un avversario così forte e prestigioso. Sarà difficilissimo ma noi abbiamo fiducia nei nostri mezzi, continueremo a proporre il nostro calcio”.

Tra le stelle del Real Madrid c’è anche Sergio Ramos, uno dei migliori difensori al mondo.

“Sergio Ramos, [Matthijs] de Ligt e [Virgil] van Dijk per me sono i tre migliori difensori in circolazione in questo momento. Seguo Ramos sin da quando ero più più giovane perché mi è sempre piaciuto guardare le partite del Real Madrid, soprattutto quando giocava contro il Barcellona perché c’era sempre [Lionel] Messi in campo. Sergio è indubbiamente uno dei miei idoli”.

Romero ha trovato a Bergamo un allenatore come Gasperini in grado di aiutarlo a migliorare ancora.

“È un allenatore in grado di aiutarti a crescere come giocatore e può migliorare il tuo stile di gioco e tanti altri aspetti. Con Gasperini chiunque deve essere in grado di fare più cose. Un difensore non deve solo difendere perché con lui chiunque deve contribuire alla manovra offensiva; e quando si difende, anche i giocatori offensivi sono chiamati a dare il proprio contributo. Per questo ho capito che il mister fosse la persona giusta per la mia carriera. Dopo quattro o cinque mesi qui, posso dire di aver preso senza alcun dubbio la decisione giusta”.

Il difensore argentino ha svelato cosa ha provato la prima volta che ha ascoltato l’inno della Champions League.

“Giocare in Champions League era un mio sogno. Sin da quando ero piccolo e vivevo in Argentina, guardavo un sacco di partite e pensavo quanto sarebbe stato bello giocare nella competizione. Nella mia prima partita, in trasferta col Midtjylland, quando è partito l’inno della Champions League mi sono un po’ emozionato perché non avrei mai immaginato di raggiungere questo livello. Adesso sono qui, gioco ai massimi livelli e devo solo pensare a crescere, migliorare e lavorare sodo per diventare un calciatore migliore”.

La strada che l’ha condotto ai più importanti palcoscenici europei è stata lunga.

“La prima cosa che penso è da dove vengo e tutto quello che ho passato per arrivare dove sono adesso. Quindi cerco solo di divertirmi e fare del mio meglio. Ho vissuto momenti difficili in Argentina, quindi ora cerco solo di godermi il calcio”.

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