APPIANO GENTILE – “Non è ancora una sfida decisiva, ci sono 36 punti in palio. Però psicologicamente sarà una gara importante, sposterà tantissimo. Affronteremo una squadra forte, che nel tempo ha cambiato modulo, ed è guidata da un ottimo allenatore. Negli scontri diretti dobbiamo fare di più di come abbiamo fatto finora”. Alla vigilia della trasferta al Maradona, poco prima di partire per il ritiro di Napoli, Simone Inzaghi non si è nascosto, quando gli si è chiesto dell’importanza della gara. La sua Inter è prima, con un solo punto di vantaggio sugli azzurri. A tre lunghezze c’è l’Atalanta, e la Juve è quarta a meno otto, “e può rientrare nella corsa scudetto”, ha detto il tecnico interista.
Thuram è pronto, ma non è detto che giochi dall’inizio
Per quanto riguarda la formazione, Inzaghi potrà contare su Thuram, che ha quasi completamente recuperato dall’infortunio alla caviglia. “Si è allenato coi compagni, dovrò decidere se schierarlo dall’inizio”, ha detto. Problemi invece sulle fasce: “Non ci saranno Sommer, Carlos Augusto, Darmian e Zalewski. Gli ultimi tre sono tutti dello stesso ruolo, quindi potrebbe esserci anche un cambio di sistema, lo abbiamo fatto anche in corsa nella partita di martedì in Coppa Italia e quindi vedremo quello che faremo”. Nei quarti del trofeo tricolore, contro la Lazio, il tecnico nerazzurro, quando nel finale ha tolto Dimarco, ha girato la squadra da 3-5-2 a 4-4-2.
“Lautaro ragazzo di valori, non l’ho masi sentito dire una parolaccia”
Inzaghi ha poi parlato del caso del labiale di Lautaro Martinez al termine di Juventus Inter, allo Stadium. La procura federale ha acquisito video e audio. Se dovesse essere confermato che il Capitano dell’Inter ha bestemmiato, potrebbe patteggiare una multa, evitando la squalifica. “Quando c’è di mezzo l’Inter, si fa sempre un gran parlare. I miei ragazzi e la mia società sono straordinari. Lautaro lo conosciamo tutti, non l’ho mai sentito dire una parolaccia. Ci tiene molto, è una persona di valori, può capitare a qualcuno, compreso l’allenatore. In tre anni e mezzo lui non l’ho mai sentito bestemmiare. Andiamo avanti, lasciamo questo alle spalle. Anche se si sta parlando tanto di lui, ha lavorato concentrato”.