LONDRA – Un’immagine vale più di mille parole: e quella di Ruben Amorim che, al termine della partita, non vuole nemmeno guardare la disfida ai rigori, preferendo rimanere sepolto nella fossa della panchina, sembra il presagio della fine. L’eliminazione (14-13) del Manchester United ai tiri dal dischetto, contro il Grimsby, una squadra di quarta divisione (l’equivalente della D italiana), mercoledì sera sotto una pioggia battente al secondo turno della Coppa di Lega, è secondo la Bbc “la peggiore umiliazione” del pur travagliatissimo periodo dell’allenatore portoghese alla guida di una delle più gloriose dinastie del football europeo, venti volte campione d’Inghilterra.
Recuperare due gol non è bastato allo United
I penalties potevano salvarlo per il rotto della cuffia, perché lo United, dopo essersi trovato sotto di due gol contro un avversario sulla carta risibile, ha ridotto le distanze nella ripresa e acciuffato il pareggio all’89esimo minuto. Ma anche i rigori lo hanno punito, con l’ultimo tirato sulla traversa. E quando i giornalisti lo hanno messo davanti ai microfoni, mentre lo stadio del Grimsby, dove si era giocata la gara, lo derideva cantando in coro “You will be sacked in the morning” (Verrai licenziato domattina), Amorim è apparso spento, sfiduciato, consapevole delle proprie responsabilità: “Non so cosa sia successo. E dire che sono io l’allenatore e il mio compito sarebbe offrire delle risposte”.
Amorin vicino al capolinea
La stampa inglese lo interpreta come il presentimento che la sua gestione dei Red Devils sia agli sgoccioli. Giovedì mattina, contrariamente alla profezia dello stadio, il licenziamento non era ancora arrivato. Può darsi che la proprietà gli conceda un’altra chance, aspettando il prossimo match di Premier League, all’Old Trafford contro il Burnley, da vincere ad ogni costo, ma non è detto che la pazienza del management duri fino a sabato.
La disfatta totale del ‘nuovo Mourinho’
Il bilancio a Manchester dell’ex tecnico dello Sporting, descritto al suo arrivo in Inghilterra nel novembre 2024 come “il nuovo Josè Mourinho”, è disastroso. L’eliminazione dalla Coppa di Lega lo priva dell’unico traguardo, insieme alla FA, Cup, a cui poteva realisticamente aspirare per il 2026. Nel campionato in corso è partito male, con una sconfitta e un pareggio. La scorsa stagione si è piazzato al quindicesimo posto, il peggior risultato dal 1974-’75, quando lo United fu retrocesso. Il totale di punti ottenuti nello scorso torneo, 42, è addirittura il peggiore nell’intera storia del club. In un anno di Premier, la sua percentuale di vittorie è uno scoraggiante 24,7 per cento, la peggiore di tutti gli allenatori che hanno occupato la panchina dopo il lungo regno di sir Alex Ferguson.
Un mercato da 200 milioni di sterline
Questa estate la società ha speso per lui 200 milioni di sterline in acquisti, ma la formazione che Amorim manda in campo e la tattica su cui insiste non convincono né i fans, né i commentatori. L’impressione è che non lo ascoltino più nemmeno i giocatori, e lo stesso Ruben, come ha dimostrato contro il Grimsby, in campo non si agita più di tanto per comunicare con loro. La sua parziale giustificazione è che anche i proprietari dei Red Devils, incluso il miliardario Jim Ratcliffe, nuovo socio di minoranza, hanno qualche colpa: sono stati loro a volerlo ad ogni costo, a campionato in corso, quando esistevano altre scelte, tra cui quel Thomas Frank che ora sta facendo benissimo al Tottenham.
La maledizione dei successori di Ferguson
Se adesso perderà il posto, il portoghese sarà il settimo “erede” del plurititolato Ferguson, a parte gli interim fra un licenziamento e l’altro, a deludere e venire accompagnato all’uscita (lo hanno preceduto Moyes, Van Gaal, Mourinho, Solskajer, Rangnick e Ten Hag). Almeno José, in un anno e mezzo allo United, ha vinto tre trofei: Europa League, Coppa di Lega e Community Shield. Il “nuovo Mourinho” è riuscito soltanto ad arrivare alla finale di Europa League, per farsi sconfiggere a sorpresa dagli Spurs. E quella era una squadra di Premier: non di League Two come il Grimsby.