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Mourinho esonerato dal Fenerbahçe. Il tramonto del tecnico non più Special

Per l’allenatore portoghese fatale l’eliminazione dal play-off di Champions per mano del Benfica. L’ultimo trofeo vinto la Conference con la Roma nel 2022

Anche i turchi se lo sono fumato: José Mourinho messo alla porta dal Fenerbahçe, non esattamente una grande d’Europa nonostante i molti denari a disposizione, assomiglia molto alla fine di un’epoca. Forse Mou era già finito da tempo, mancava solo la certificazione. È stato uno scivolamento lento ma progressivo, dalla grande Spagna, Inghilterra e Italia a percorsi di cabotaggio sempre inferiore: non si offenda la Roma, ma lei non era l’Inter del Triplete, così come il Tottenham e il Manchester United non erano il Chelsea degli anni belli, per non dire il Real Madrid. Se lo sport si misura dai tituli, Mourinho non vince un campionato da 10 anni, una coppa (minore) da 3 e non si qualifica per la Champions da 7. Cifre che non possono essere raccontate diversamente nemmeno dalla famosa arte affabulatoria del portoghese: è come se gli fosse rimasta solo la scorza polemica, ma sotto la buccia non c’è più frutto.

Mourinho e lo storico rivale Guardiola

Lo storico nemico di Guardiola, e di tanti altri, è stanco. Oltre ai capelli gli si è ingrigita pure la carriera. Un incantatore che non incanta più. La sua ultima impresa mediatica degna di nota è forse la fotografia che scattò nello spogliatoio del Tottenham, immortalando i suoi giocatori che smanettavano sugli smartphone. Quasi uno scatto “sociale” e di costume, ma anche una dichiarazione di resa: troppo diverso tutto, ormai, comprese le dinamiche di gruppo, per un demiurgo che si sarebbe fatto seguire anche all’inferno dai suoi prodi che ora, evidentemente, lo ritengono meno interessante di un meme.

Mourinho e il triplete con l’Inter

Ex allenatore prodigio, ex giovane tecnico di rottura, pur non avendo mai proposto un calcio davvero nuovo. Anzi, le squadre di Mou non hanno mai riempito gli occhi come quelle di Pep, ma hanno saputo trovare spesso un equilibrio perfetto e una forza difensiva che raccontava blocchi d’acciaio sui quali innestare il talento degli attaccanti: andò così anche all’Inter nel 2010, squadra costruita benissimo e resa ancora più grande da un profeta in panchina. Quanto lo amavano, i suoi, e al Bernabeu quanto piangeva Materazzi, non proprio una mammoletta, nel dirgli addio dopo la finale di Champions 2010.

Mourinho esonerato, il tramonto dello Special One

Ma se a Mou togli il carisma, restano solo le polemiche. Devastanti, e infruttuose, quelle contro gli arbitri turchi nell’ultima stagione: le solite cortine di fumo, anzi di “fummo”, visto che Mourinho sembra proprio un verbo da declinare al passato. Poche e spente idee, e le parole soltanto una replica: Mou come un mattatore a fine recita, capace di ripetere un copione che conoscono tutti. Era un istrione, ma adesso il pubblico conosce ogni sua battuta a memoria prima che lui la pronunci.

Mourinho e l’ipotesi Nottingham Forest

Restano i ricordi e il fascino, però i vecchi amori sono quasi sempre una fregatura, anche perché la memoria li confonde e fa sembrare ancora vivo ciò che è irrimediabilmente sepolto. Siamo tuttavia sicuri che Mourinho libero scatenerà suggestioni di mercato, Italia compresa, e magari si risolverà in un’altra panchina “media”, appena normale e senza sogni, come accaduto nelle ultime stagioni (sta pensando a lui il Nottingham Forest). Il vecchio drago ha le unghie spuntate, ma ancora dimena gli artigli nell’aria, a vuoto, insieme a frasi che non colpiscono più il bersaglio. Zero tituli, che tristezza. Resta solo quello, a nove colonne in prima pagina, della sua cacciata dal tempio.

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