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Abraham oscura Gimenez, si è preso il Milan in attesa del futuro. “Restare non dipende solo da me”

Il centravanti inglese, a segno ancora contro l’Inter, ha messo in ombra il nuovo acquisto. In prestito secco dalla Roma, si sta giocando le carte per la prossima stagione

MILANO — È l’uomo del momento. Il centravanti di riserva che si fa strada e diventa titolare, l’attaccante capace di segnare gol decisivi all’Inter sia ieri, nell’andata della semifinale di Coppa Italia finita 1-1, sia a Riad in Supercoppa. Tammy Abraham sta facendo talmente bene da convincere Sergio Conceiçao a tenere in panchina Santiago Gimenez, arrivato per 28,5 milioni più bonus dal Feyenoord due mesi fa. La scelta di dargli fiducia, pur accolta con un po’ di scetticismo, si sta dimostrando corretta. Abraham fa gol, aiuta la squadra, lega il gioco. È un centravanti più funzionale per questo Milan, e allora non importa se lui è in rossonero in prestito dalla Roma, mentre Santi è il pezzo pregiato del mercato invernale. In campo ci va chi merita, questa è una delle regole base per Conceiçao.

La crisi di Gimenez

La crescita di Abraham cammina di pari passo con l’involuzione di Gimenez. Il messicano ha segnato tre gol nelle prime quattro partite in rossonero, poi si è fermato. Non è solo una questione di reti. Le sue prestazioni sono calate, spesso è sembrato un corpo estraneo rispetto alla squadra. Contro Lecce e Como la svolta è arrivata quando Sergio lo ha sostituito e ha messo dentro Tammy (autore di due assist), col Napoli l’inglese è partito dall’inizio e non ha fatto bene, poi Santiago è entrato e ha sbagliato un rigore potenzialmente decisivo. Questione di impatto sulle gare, di capacità di incidere. Contro l’Inter Abraham ha salvato sulla linea un colpo di testa di De Vrij, su cui Maignan sembrava in ritardo, poi ha portato in vantaggio il Milan con un’azione da centravanti vero: ricezione spalle alla porta, finta a disorientare Bisseck e diagonale basso imparabile per Sommer.

Abraham capocannoniere della Coppa Italia

Le reti in stagione sono diventate 9, di cui 4 in Coppa Italia, competizione in cui è capocannoniere. Non poche per uno che è partito prima come riserva di Morata, poi di Gimenez: “Ero al posto giusto nel momento giusto. Sono felice di aver segnato di nuovo in una partita così. Abbiamo giocato con fiducia, coraggio e passione. Così possiamo vincere ogni partita. Noi siamo il Milan”, ha detto ieri al termine della partita. Parole da leader, per uno che ha anche una discreta personalità. Ieri, nel primo tempo, su una punizione a favore da ottima posizione, si è preso il pallone e ha allontanato tutti, da Pulisic a Theo: “Questa la calcio io”, le sue parole ai compagni, che lo hanno lasciato fare.

Il futuro di Abraham tra Milan e Roma

Quest’anno l’Inter gli porta fortuna: ieri ha sbloccato la partita, a Riad ha segnato il gol della vittoria. Il 23 aprile, nella semifinale di ritorno, può provare a completare l’opera. Poi, con calma, bisognerà pensare al prossimo anno. Abraham è arrivato in prestito secco dalla Roma, nell’operazione che ha portato Saelemaekers in giallorosso. “Ora non conosco il mio futuro. Il Milan è un grandissimo club, ma restare qui non dipende solo da me”, ha ammesso. Il Diavolo è soddisfatto del suo rendimento, ma decisioni non ne sono state ancora prese. Lui può continuare a stravolgere le gerarchie, a scegliere alla fine saranno il direttore sportivo in pectore, Fabio Paratici, e l’allenatore del Milan che verrà.

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