“Sono riusciti a farmi fuori per dieci anni, ma alla fine non hanno vinto”, ha sibilato Michel Platini fuori dal tribunale di Muttenz, nei pressi di Basilea, dopo la seconda assoluzione in appello nel cosiddetto Fifagate, una complessa vicenda giudiziaria che ha tormentato per dieci anni l’ex fuoriclasse francese ed ex presidente della Uefa, la confederazione calcistica europea. L’accusa aveva richiesto una condanna a 20 mesi per frode e altri reati minori: secondo i pm, Platini aveva incassato in nero da Joseph Blatter, all’epoca presidente della Fifa (lo è stato dal 1998 al 2015) mentre Platini ricopriva la carica di presidente dell’Uefa, due milioni di franchi svizzeri. Platini e Blatter (oggi 89enne e anch’egli assolto) hanno sempre sostenuto che si trattasse di un pagamento regolare per consulenze fornite da Platini, mentre per l’accusai si trattava di una tangente pagata da Blatter per ottenere dal francese il voto necessario per essere rieletto alla presidenza della Fifa nel 2011.
Platini, Blatter e le accuse di frode
Sta di fatto che, prima di finire in tribunale, la vicenda era stata esaminata nel 2015 dal comitato etico della Fifa stesso, che sospese Platini e Blatter per otto anni, poi ridotti a quattro. La conseguenza pratica fu che Platini dovette rinunciare alla corsa per la presidenza della Fifa, nella quale era il favorito. A candidarsi e vincere fu così Gianni Infantino, svizzero anch’egli ed ex braccio destro di Platini alla Uefa. Infantino regna tuttora sul calcio mondiale. Platini ha apertamente parlato di «persecuzione della Fifa e di alcune procure federali svizzere che non mi volevano presidente: nel 2015 quella ricevuta saltò fuori come per caso. La giustizia svizzera e la Fifa rappresentano un mondo ricco e potente, contro il quale mi sono battuto da solo. Ma oggi mi è stato restituito l’onore”. Ora Platini deciderà se denunciare quelli che definisce persecutori: “Ci devo riflettere attentamente, attaccare la Fifa e la giustizia svizzera è complicato, costoso e vincere è dura», ha dichiarato. Intanto, ha ribadito che il suo primo nemico è stato proprio Blatter: “Ha fatto di tutto per impedirmi di diventare presidente della Fifa”. Tra i complottisti, Roi Michel ha più volte alluso anche a Infantino, di fatto il primo beneficiario della messa al bando di Platini. È da tempo che i due non si parlano più, pur avendo lavorato gomito a gomito per anni.