Parma – La Juve sta portando a spasso la gioia del gioco, che da quelle parti era sparita da un pezzo, come se le aspettative non potessero mai accordarsi alla leggerezza del piacere che adesso invece i bianconeri danno l’idea di provare. Si divertono e di conseguenza divertono. Il 4-1 al Parma è stato rotondo, paffuto, anche se da giovedì (Atalanta, Coppa Italia) s’alzerà il livello della difficoltà e sarà meno semplice conservare il sorriso.
«La cronaca della gara»
Una Juve subito incisiva
Al Tardini la Juve ha vinto in modo netto perché ha giocato in maniera disinvolta, prendendo di petto la partita come piace a Spalletti. Dopo neanche un minuto Corvi ha già dovuto fare un miracolo su Conceição, dopo 6’ il portoghese ha centrato la traversa e la poderosa zuccata di Bremer che ha schiodato il risultato (corner di Conceição) è stata soltanto uno dei tanti momenti che hanno punteggiato l’inesorabilità. È stato il quindicesimo gol di testa in Serie A del brasiliano: dal 2019, nessun difensore in Europa ne ha realizzati così tanti in quel modo.
Bremer si inventa centravanti
Il Parma non ha nemmeno giocato male, anzi. Ci ha messo corsa e coraggio, ha sollecitato Di Gregorio con Valeri e Oristanio, ha scatenato mischie con il suo modo di sfruttare i calci piazzati che ricorda molto l’Arsenal, dove Cuesta ha lavorato fino a otto mesi fa: si butta il pallone nell’area piccola, dove mezza squadra va a mettere pressione accumulandosi in spazi ristretti. Chi difende fa fatica a districarsi ma non la Juve di ieri, che ha rubato l’idea e segnato il 4-1 alla alla maniera del Parma (sul cross di Miretti, McKennie, David e l’implacabile Bremer sono arrivati di prepotenza prima degli altri) e prima lo aveva fatto di bellezza, perché l’azione del secondo gol è stata di precisa perfezione estetica: tre tre tocchi (Locatelli, David, Kalulu) e il quarto è stato la sforbiciata del centravanti finto (o vero?) McKennie, che un gol simile lo aveva segnato già al Camp Nou.
La zampata di David
L’incidente di Cambiaso, che ha messo nella propria porta un cross di Valeri, non ha spostato il senso unico della partita, così come il cambio tattico di Cuesta, che nella ripresa è passato al 3-5-2 (il 4-3-2-1 aveva fatto acqua soprattutto sugli esterni) né il grigiore di Yildiz, che già dai primi minuti aveva cominciato a lamentarsi per un fastidio muscolare: ha chiesto presto il cambio e nell’intervallo lo ha ottenuto. Pare che non sia nulla di preoccupante e in ogni caso la migliore notizia è che la Juventus ha spadroneggiato anche facendo a meno del suo numero 10, svincolandosi, almeno qui e almeno ieri, da un rapporto di dipendenza che alla lunga può guastare. Nel festival ha messo lo zampino pure David, che ha segnato un gol, il quarto nelle ultime cinque giornate, e partecipato agli altri due. Chi ha avuto pazienza, che alleni la Juve o una formazione di fantacalcio, comincia a riscuotere gli interessi.
Parma (4-3-2-1): Corvi 5.5 – Delprato 5, Troilo 5, Circati 5, Valeri 5.5 – Bernabé 5.5 (29’ st Estevez sv), Nicolussi Caviglia 5 (21’ st Sorensen 5), Keita 6 – Oristanio 6 (1’ st Britschgi 5), Ondrejka 5 (29’ st Elphege sv) – Pellegrino 5. All. Cuesta 5. Juventus (4-2-3-1): Di Gregorio 7 – Kalulu 7, Bremer 8 (21’ st Gatti 6), Kelly 6.5, Cambiaso 6 – Locatelli 6.5, Thuram 6.5 – Conceiçao 7 (21’ st Kostic 6), McKennie 7.5 (29’ st Cabal sv), Yildiz 6 (1’ st Miretti 6) – David 7 (36’ st Openda sv). All. Spalletti 7.5. Arbitro: Forneau 6. Reti: 15’ pt Bremer, 37’ pt McKennie, 6’ st Cambiaso (aut.), 9’ st Bremer, 20’ st David Note: ammoniti Conceiçao, Bremer, McKennie, Circati. Spettatori 22.017.
