Cadice-Valencia, il racconto di Diakhaby: “Un giocatore mi ha detto ‘negro de mierda’”

Il difensore del Valencia dà la sua versione dei fatti. Juan Cala, al centro delle accuse, si difende: “Se potrà dimostrarlo lascerò il calcio”.

Il pomeriggio di Pasqua del mondo del calcio è stato scosso da quanto successo nella sfida tra Cadice e Valencia. Mouctar Diakhaby, centrale francese, ha lasciato il campo insieme ai compagni dopo aver affermato di essere stato vittima di un insulto a stampo razzista.

L’ex Lione, classe 1996, con un video pubblicato sui propri profili social ha voluto raccontare l’accaduto nel dettaglio, facendo anche il nome di Juan Cala, sin dall’inizio finito al centro delle accuse e additato come colpevole.

“Un giocatore mi ha insultato e le sue parole sono state ‘Negro de mierda’. È intollerabile, non posso accettarlo. Avete visto tutti la mia reazione. Non può succedere nella vita e nemmeno nel calcio, che è uno sport basato sul rispetto.

Io e i miei compagni di squadra abbiamo deciso di tornare negli spogliatoi. È stata una decisione giusta. Poi uno dei loro giocatori ha chiesto a uno dei nostri se saremmo tornati in campo in caso Cala si fosse scusato. Abbiamo detto di no, che le cose non funzionano così, che non puoi fare qualcosa e scusarti e finirla lì.

Spero che la Lega prenda provvedimenti. Voglio ringraziare il Valencia, i miei compagni di squadra e i tecnici per la solidarietà, l’amore e il sostegno che hanno dato a me e a tutti i tifosi”.

Juan Cala, il difensore classe 1989 finito sotto accusa, ha espresso la sua versione dei fatti in conferenza stampa, affermando che Diakhaby sta raccontando falsita.

“Non l’ho mai detto. Non so se se lo sia inventato o se abbia capito male. Gli ho detto di lasciarmi in pace. Ciò che dice Diakhaby è falso. Se mi dice il nome del giocatore del Cadice che avrebbe detto ‘se Cala si scusa, torniamo in campo’, domani lascio il calcio. Denuncerò il presidente del Valencia, andrò per vie legali.

Siamo in uno stato democratico e deve esistere la presunzione d’innocenza. Sono vittima di un linciaggio pubblico, tutto questo è un circo mediatico. Se c’è un mio ex compagno in tutta la mia carriera che può accusarmi di razzismo, si faccia avanti. Ho ricevuto oltre 600 messaggi e chiamate, la gente mi conosce”.

Cala nella sua carriera ha giocato per la maggior parte del tempo in Spagna, con parentesi in Grecia, Gran Bretagna e Cina.

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