Questa sera l’Inter ha l’occasione di allungare in campionato. Lo avrebbe già fatto, se non si fosse fin qui dimostrata allergica agli scontri diretti. Quello col Napoli è direttissimo, perché porta in alto e in fretta, come la temibile recta Contador, che proietta i ciclisti alla cima del Mortirolo lungo pendenze mostruose. Vincendo «una partita difficilissima» — ipse dixit — Cristian Chivu potrebbe di colpo trovarsi a più sette sui campioni d’Italia. E di fronte a tale vertiginosa prospettiva, non solo non si è nascosto, ma in conferenza stampa si è alzato sui pedali: «La sfida di San Siro può indirizzare la stagione. Ho stima di Conte, è un vincente e ha saputo evolversi. Anche noi siamo maturati. Se mi chiedete degli scontri diretti, dico che abbiamo più punti, più gol fatti e meno subiti di chi ci ha battuto finora».
È vero, ma non elimina il problema: i nerazzurri in stagione hanno perso con tutte le avversarie che occupano le posizioni di Champions ed Europa League, esclusa la Roma. Con il Napoli lo scorso 25 ottobre hanno perso malissimo, fra insulti e polemiche.
Conte in silenzio
Vista con gli occhi degli azzurri, al contrario, il 3-1 all’Inter al Maradona è stata la più bella vittoria stagionale in un big match, insieme al 2-1 contro la Juve e al 2-0 in semifinale di Supercoppa col Milan. Segno che la squadra di Conte con le gare decisive va decisamente più d’accordo rispetto all’Inter. Ma nessuno ha potuto chiederne conto all’ex ct, che prima delle partite non parla quasi più. Colpa del calendario fitto, certo. Ma dietro al silenzio del condottiero questa volta c’è una motivazione meno banale e un po’ vintage: la pretattica.
Neres non ce la fa
Il Training Center di Castel Volturno è blindato e la consegna del riserbo è estesa a tutti i componenti dello staff, tant’è che non è stato ufficializzato nemmeno l’elenco dei convocati. La certezza è il forfait di David Neres, nemmeno partito per Milano. Nonostante i tentativi di recuperarlo, il trauma distorsivo alla caviglia sinistra non è superato. Ed è un bel guaio. L’attaccante nell’ultimo mese e mezzo è diventato un elemento chiave nello scacchiere tattico di Conte, che per sostituirlo medita di avanzare Di Lorenzo e Politano, inserendo Buongiorno in difesa e dando fiducia sulla sinistra a Elmas. Chivu si prepara a lanciare in attacco Thuram e Lautaro. A centrocampo, a sostegno di Çalhanoglu, spazio a Barella e all’ex Zielinski. L’unico dubbio è in difesa, Akanji favorito su Acerbi come marcatore di Hojlund. Un compito non facile. Ma il più difficile lo avrà probabilmente l’arbitro Doveri.
Chivu e gli arbitri
Su Inter-Napoli si stende l’ombra delle polemiche di questi mesi. Dopo la gara d’andata al Maradona, Conte disse che lui non avrebbe mai permesso a un dirigente di «fargli da papà», lamentandosi al posto suo per le direzioni di gara. Una frecciata a Marotta, infuriato per il rigore assegnato per il contatto Di Lorenzo-Mkhitaryan, segnato da De Bruyne. Antonio deve nel frattempo avere cambiato idea, visto che due giorni fa, alla radio ufficiale del Napoli, il ds Manna si è scagliato contro l’uso del Var, dopo il 2-2 in casa col Verona. La risposta di Chivu: «Quello che fanno gli arbitri non ci deve interessare. Non cerchiamo scuse o alibi». Non è una scusa, ma un danno oggettivo per il Napoli, il fatto di non avere con sé i tifosi residenti in Campania, a cui la trasferta è stata vietata. Nel settore ospiti saranno comunque in quattromila.
