MILANO – Farsi male in amichevole con la propria nazionale, senza un allenamento adeguato, a 8.500 chilometri dalla stadio del club che ti paga lo stipendio. È successo a Christian Pulisic, che si è infortunato negli Stati Uniti in un match dimostrativo contro l’Australia. Il caso sta facendo il giro d’Europa, manifesto delle tensioni insanabili nella gestione dei calciatori tra i club, le federazioni e i loro tecnici. Nello specifico, Pochettino, ct degli Usa dall’agosto 2024.
La rabbia del Milan
Pulisic è stato sottoposto a esami questa mattina a Milano: lesione di basso grado al bicipite femorale destro, l’esito. Salterà sicuramente sfida di domenica sera contro la Fiorentina a San Siro e quella seguente a Pisa, poi l’infortunio sarà valutato di nuovo. E si comprende la rabbia con cui la notizia dello stop di Capitan America è stata accolta a Milanello dove, dopo una stagione terminata all’ottavo posto in campionato, Max Allegri lavora per riportare la squadra al vertice.
Rabiot rischia un mese di stop
Verso il match con i viola, i rossoneri devono fare i conti anche con le condizioni dell’ecuadoriano Estupiñan, che proprio contro gli Stati Uniti si è procurato una distorsione alla caviglia, ma più dell’esterno ecuadoregno preoccupa Rabiot, che potrebbe addirittura stare fermo un mese per una lesione al polpaccio eredità del ritiro con la Francia: ieri gli esami medici hanno evidenziato una lesione del muscolo soleo, sarà rivalutato tra una decina di giorni, intanto Allegri dovrà fare a meno di una delle sue colonne.
Fiorentina senza Kean
Non consola i milanisti il fatto che anche la Fiorentina sia uscita malconcia dal tour di gare delle nazionali. Il bollettino medico parte dalle condizioni dell’azzurro Kean, sostituito subito dopo il gol all’Estonia e rimasto in gruppo fino alla vigilia di Italia-Israele: «Evento distorsivo». Al Meazza non ci sarà. E come lui resterà in infermeria Pongracic, che con la Croazia si è procurato «un piccolo trauma distorsivo». Nulla di tragico, ma abbastanza perché Stefano Pioli non possa averlo al meglio in un momento difficile per il club, con soli tre punti raccolti in sei partite.
La forma di Lautaro
Il Como dovrà fare a meno del giovane Addai, uscito in barella dalla sfida fra l’Olanda Under 21 e la Bosnia. Domenica non sarà in campo per il big match contro la Juventus, che a sua volta non potrà contare su Bremer — operato al menisco del ginocchio sinistro, ma qui le nazionali non c’entrano — e che riaccoglierà i giocatori inevitabilmente stanchi dopo la lunga trasferta: il canadese David e lo statunitense McKennie. Un problema che ben conoscono in casa Inter, dove la forma di capitan Lautaro, al rientro dal Sudamerica dopo ogni sosta, è un tema ricorrente. E costa punti. Domani in campo con la Roma dovrebbe giocare, ma in quali condizioni?
Lewandowski, niente Clasico
Per i giocatori vicini alla fine della carriera, il tema degli infortuni con le nazionali è particolarmente doloroso. Ne è prova quel che è successo a Lewandowski: lo strappo alla coscia che lo ha colpito in Lituania-Polonia, non solo non gli consentirà di giocare il Clásico contro il Real Madrid di domenica, ma ha spinto il Barcellona a ragionare sul futuro del suo contratto, in scadenza al termine della stagione.
Ma la soluzione al moltiplicarsi degli infortuni è lontanissima dal trovarsi. Mentre il sindacato mondiale dei calciatori denuncia con un comunicato «un affollamento di partite che mette a rischio la salute dei giocatori», Fifa, Uefa, leghe e federazioni continuano nella lotta tutti contro tutti per riempire gli ultimi, rari e preziosissimi, giorni liberi nel calendario del calcio globale.
