Da Londra al Paraguay tra gol e polemiche: che fine ha fatto Adebayor?

Il centravanti togolese è senza alcun dubbio uno dei personaggi più controversi e chiacchierati nel mondo del calcio. L’attaccante classe ’84, ormai da qualche anno, fa parlare di sé esclusivamente per le sue “gesta” fuori dal campo e per le sue dichiarazioni sopra le righe. Ma oggi che fine ha fatto il giocatore in grado di vincere il pallone d’oro africano nell’ormai lontano 2008?

GLI INIZI

Nessuno a Lomé, la sua città natale, si aspettava che il piccolo Adebayor sarebbe diventato un calciatore professionista. L’ex-Arsenal infatti ha raccontato che iniziò a camminare all’età di 4 anni. L’attaccante, in un’intervista rilasciata al Telegraph nel 2009, parlò di questo suo problema e di come si risolse miracolosamente: “Da bambino non riuscivo a camminare, mia madre mi portò in Nigeria e in Ghana, ma la situazione non migliorò. Così decise di andare in una chiesa e pregare per me per una settimana. Proprio l’ultimo giorno, un pallone, calciato da dei bambini, rotolò all’interno della chiesa e io mi alzai e lo rincorsi. Mia madre si spaventò perché non mi aveva mai visto camminare e d’improvviso mi vide addirittura rincorrere una palla. Tutte le persone che pregavano con lei le dissero che avevo iniziato a camminare grazie al calcio e quindi questo sport era nel mio destino”.

Il suo primo club in Togo fu l’Oc Agaza, ben presto però gli osservatori del Metz si accorsero delle sue qualità e decisero di puntare su di lui. In Europa arrivò sì giovanissimo, ma fece subito piuttosto bene tanto che nel 2003 passò al Monaco. Nonostante non fosse ancora diventato un vero e proprio goleador, le sue prestazioni nel Principato valsero comunque la chiamata di Arsène Wenger, la quale arrivò nel gennaio del 2006.

GLI ANNI IN PREMIER

A Londra divenne uno degli attaccanti più importanti e apprezzati d’Europa. Nella stagione 2007/2008 segnò 30 reti e fu al centro di parecchie voci di mercato. La sua esperienza con la maglia dell’Arsenal andò avanti fino all’estate del 2009, anno in cui Adebayor decise di “sposare” il progetto Manchester City.

Nel nord ovest dell’Inghilterra verrà ricordato principalmente per la sua esultanza contro i Gunners. Il togolese infatti, dopo aver siglato il classico gol dell’ex, decise di andare a festeggiare sotto la curva dei tifosi dell’Arsenal, facendosi tutto il campo e prendendosi così numerosi fischi e insulti da parte dei suoi vecchi tifosi.

Nel gennaio del 2011 fu “spedito” in prestito al Real Madrid, in Spagna però rimase solamente sei mesi. Una volta tornato a Manchester fu ceduto prima a titolo temporaneo e poi definitivo al Tottenham. Con gli Spurs giocò 4 anni e realizzò 42 reti in 113 presenze. L’ultima esperienza Oltremanica fu con il Crystal Palace nel 2016.

Durante la sua lunga militanza in Premier League, Adebayor fece parecchio parlare di sé per alcuni episodi accaduti fuori dal campo. L’attaccante nel 2014 accusò pubblicamente sua madre di stregoneria, identificandola come la causa del suo rendimento negativo. Nel 2018 attaccò anche Roberto Mancini, il suo allenatore ai tempi del City, dicendo che non gli è mai piaciuto sia come persona che come tecnico; mentre elogiò José Mourinho, incrociato a Madrid, definendolo il top per come crea empatia con la squadra.

LE ESPERIENZE IN TURCHIA E PARAGUAY

Nel gennaio del 2017 l’attaccante firmò con l’Istanbul Basaksehir e qui rimase circa due anni e mezzo, segnando 28 reti in 76 gare. Ad agosto 2019 ha scelto di legarsi al Kayserispor, ad oggi la sua ultima squadra in Europa, un’avventura che però è durata poche settimane. Lo scorso mese di febbraio ha cercato fortuna pure in Paraguay, all’Olimpia Asuncion, ma anche quest’esperienza è stata poco significativa, considerando che solo dopo 4 partite ha rescisso il suo contratto. In questo momento Adebayor è quindi svincolato e non è chiaro se ha detto definitivamente addio al calcio giocato oppure no.

Negli ultimi tempi si è parlato molto di lui per via della sua scelta di non aiutare il Togo nella lotta al Coronavirus. Il centravanti ha motivato la sua decisione di non fare beneficenza con queste parole: “Per chi di voi dice che non faccio alcuna donazione voglio essere molto chiaro: io non ne farò, molto semplice. Io faccio ciò che voglio e mangio ciò che voglio. Alcuni pensano che ho portato io il coronavirus a Lomé (in primavera Adebayor fece ritorno dal Paraguay in Togo). Vengo paragonato a Didier Drogba e a Samuel Eto’o, ma tuttavia non sono come loro. Io sono Emmanuel Sheyi Adebayor e farò sempre quello che voglio”.

di Andrea Gozio

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