De Sciglio sogna col suo Lione: “Lavoro per essere convocato all’Europeo”

Mattia De Sciglio felice nella sua esperienza al Lione: “Siamo un bel gruppo, Denayer mi chiama ‘Ciro’: deve aver visto Gomorra…”.

In Francia ha ritrovato il piglio di un tempo, quello che gli aveva permesso di emergere al Milan e di venire paragonato ad un mostro sacro come Paolo Maldini: Mattia De Sciglio sta convincendo il Lione a puntare su di lui anche per il futuro, nonostante sia arrivato con la formula del prestito secco dalla Juventus.

Intervistato da ‘gianlucadimarzio.com’, il terzino ancora di proprietà della ‘Vecchia Signora’ non ha nascosto che gli piacerebbe prolungare il suo soggiorno transalpino e, al contempo, coltiva il sogno di essere convocato da Roberto Mancini per l’Europeo estivo.

“Ho scelto Lione anche per ritrovare continuità. Ho sempre l’obiettivo di essere convocato per l’Europeo. Lavoro a testa bassa, con quell’obiettivo in testa”.

Rispetto all’Italia, in Francia c’è un modo di approcciare alle partite che è diverso, meno esasperante e con pressioni ridotte.

“Qui si vuole vincere, ma il calcio si vive meglio. In Italia le pressioni sono talmente esasperate che ti fanno passare il piacere di giocare, cosa che invece è fondamentale. A questi livelli il calcio è giusto che sia un vero lavoro, però il divertimento deve rimanere sempre. Altrimenti diventa tutto pesante”.

L’alchimia con i compagni è uno dei segreti della rinascita di De Sciglio.

“Il nostro è un grande gruppo. Adesso che ho più confidenza con i compagni mi trovo ancora meglio. Jason (Denayer, ndr) è molto simpatico: mi chiama sempre ‘Ciro’. Deve aver visto Gomorra…”.

Le dimissioni di Prandelli hanno colpito particolarmente De Sciglio, che si è rivisto in quelle parole scritte dal tecnico nella lettera d’addio alla Fiorentina.

“Leggere le sue dichiarazioni mi ha fatto un po’ rivivere le cose che avevo pensato anche io. La cosa che mi ha sorpreso è che io ero e sono un ragazzino, lui invece ha tanta esperienza e tanti anni di lavoro. Leggendo le sue parole ho detto ‘Cavolo, ma allora non ero l’unico che viveva male certe situazioni’. Mi è dispiaciuto molto. Ha detto parole forti: è stato triste leggerle… Il nostro calcio non è passato bene”.

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