Un megafono in mano, quello utilizzato dagli ultras per lanciare i cori durante la partita, e una richiesta di aiuto ai tifosi, per uscire da una situazione calcisticamente drammatica, con zero vittorie in tredici partite e l’ultimo posto in classifica a pari merito con il Verona. In campo non ha giocato neppure un minuto, ma il protagonista di Atalanta-Fiorentina, gara vinta 2-0 dalla Dea e chiusa con l’ennesima sconfitta dei viola, è stato Edin Dzeko. A fine partita, mentre la squadra si avvicinava al settore ospiti della New Balance Arena per l’ennesimo confronto con i tifosi, il bosniaco, richiamato dagli ultras, ha preso il megafono e ha cercato di compattare l’ambiente: “Abbiamo bisogno di voi, dobbiamo stare insieme, dateci una mano, ci dovete aiutare”, ha detto Dzeko verso il pubblico, ricevendo poi applausi, pacche sulla spalla e cori di incoraggiamento. E, soprattutto, placando sul nascere qualsiasi nuova contestazione della curva che si è invece unita attorno a una squadra palesemente in difficoltà. Un gesto che arriva qualche giorno dopo lo sfogo del bosniaco nel post partita di Fiorentina Aek Atene di Conference League: “Noi stiamo facendo c… ma i tifosi ci devono stare vicino, non è possibile che gioco in casa e i tifosi mi fischiano, non va bene”, aveva detto Dzeko scatenando in città reazioni di natura diversa, tra chi contestava l’accusa rivolta ai tifosi da parte di un giocatore comunque colpevole dei risultati e chi invece ne sottolineava la giusta presa di posizione.
Cosa dice il codice di giustizia sportiva
A Bergamo, con l’appello all’unità, l’attaccante ha voluto caricarsi la Fiorentina sulle spalle e chiarire la sua posizione con la curva. Un gesto che rischia però di costare caro. Secondo il comma 9 dell’articolo 25 del codice di giustizia sportiva “ai tesserati è fatto divieto di avere interlocuzioni con i sostenitori o di sottostare a manifestazioni e comportamenti degli stessi che costituiscano forme di intimidazione, determinino offesa, denigrazione, insulto per la persona o comunque violino la dignità umana”. Un articolo che ha come obiettivo quello di evitare scene purtroppo sempre più frequenti, con giocatori in silenzio o pronti a chiedere scusa agli ultrà in caso di sconfitte o inermi di fronte a cori di insulti e che riporta alla mente un Genoa-Siena di tredici anni fa, quando i tifosi rossoblù interruppero la partita chiedendo ai calciatori di togliersi la maglia, fermati solo dalla mediazione di Sculli, poi squalificato per un mese.
Il tecnico Vanoli si schiera con il giocatore
Se Dzeko sarà riconosciuto colpevole – la procura federale sta acquisendo gli atti del post partita di Bergamo – per la Fiorentina, intesa come società, potrebbe esserci una multa. Il nuovo tecnico dei viola, Vanoli, subentrato dopo l’esonero di Pioli, si è schierato con il suo giocatore: “Il confronto con i tifosi e le parole di Dzeko mi hanno caricato”. Anche per capitan Ranieri “Edin ha fatto bene a dire queste cose: dobbiamo risalire e serve anche il sostegno dei nostri tifosi”.
