MILANO – Una novità per incentivare nelle società di serie A l’acquisto e l’utilizzo di calciatori Under 23 selezionabili per le nazionali italiane. L’ha approvata oggi il Consiglio della Figc. Il nuovo impianto (deliberato lo scorso 9 maggio), ispirato al principio della sostenibilità economico-finanziaria stabilito nel 2024 con il piano strategico voluto dal presidente federale Gabriele Gravina, prevede che a partire dalla finestra di calciomercato estivo 2026 il valore dell’indicatore del costo del lavoro allargato (il rapporto tra costi e fatturato) per le squadre di serie A passerà dall’attuale 0,8 a 0,7, e così resterà fino al 2029/2030. Il computo di questo indice viene utilizzato per valutare la capacità dei club di fare mercato.
La novità per incentivare l’acquisto di Under 23 italiani
La novità di oggi – all’interno del Consiglio in cui è stato approvato all’unanimità lo schema del Manuale delle Licenze Nazionali, fissando come termine perentorio il 22 giugno 2026 per la presentazione della documentazione relativa all’iscrizione ai campionati – riguarda però i giovani: per favorire l’investimento sui vivai, nonché la valorizzazione dei calciatori selezionabili per le Nazionali Azzurre, saranno esclusi dal numeratore il costo e i relativi ammortamenti dei calciatori Under 23. Insomma, verrà reso conveniente investire sui giovani: non una richiesta, non un’imposizione ai club, bensì un passo concreto per spingerli naturalmente a puntare sui calciatori Under 23 convocabili nelle varie nazionali. Per capirci, se l’ormai abolito Decreto Crescita incentivava a pescare dall’estero per usufruire di una tassazione agevolata, questa novità introdotta dalla Figc potrebbe portare le società (non necessariamente quelle in difficoltà economica) a preferire sempre un giovane italiano a uno straniero.
Gravina: “Per serie B e C valutiamo di abbassare la soglia agli Under 21”
“È previsto questo vantaggio per le società che valorizzeranno i giovani selezionabili – ha detto in conferenza stampa il presidente Gravina – per la serie A riguarderà gli Under 23, stiamo valutando con serie B e serie C se abbassare la soglia agli Under 21. Il nostro è un passo concreto nell’ottica della valorizzazione dei giovani. Le società di capitale non possono ricevere una limitazione all’esercizio della loro attività economica. Pensare a provvedimenti che impongono l’uso di italiani non è possibile. Togliamocelo dalla testa. È percorribile la strada dell’incentivazione, quella sì. E passa da un’ipotesi di modifica della legge Melandri. Di sicuro va cambiata la cultura degli investimenti. I vivai vengono considerati un costo e non un investimento, ed è sbagliato”.
