FIRENZE – Nemmeno l’ultimo posto in classifica ha fatto cambiare idea a Stefano Pioli. Nel 2019, quando un comunicato dei Della Valle ne attaccava la professionalità, decise di dimettersi da allenatore della Fiorentina, lasciando la squadra decima in classifica e con una semifinale di ritorno di Coppa Italia da giocare. Questa volta Pioli, scaricato dalla società dopo la sconfitta — la 6ª in 10 partite di campionato — contro il Lecce, ha rifiutato le dimissioni. Nonostante la vittoria di ieri del Genoa contro il Sassuolo abbia fatto precipitare la Viola all’ultimo posto solitario. Per tutta la giornata il tecnico ha cercato di concordare una buonuscita, che non ha ottenuto, per liberarsi dal club o spingerlo all’esonero che lo farebbe restare fino al 2028 a libro paga di Commisso.
D’Aversa scelto per la successione a Pioli
Pioli ha diretto regolarmente con lo staff l’allenamento di scarico di ieri in attesa di notizie, senza mai fare un passo indietro. In estate aveva lasciato l’Arabia per amore di Firenze e della Fiorentina: aveva firmato un contratto di 3 anni a 3 milioni, rinunciando alle cifre faraoniche pattuite con l’Al Nassr. In queste ore la società — che lo aveva scelto per placare la rabbia di una piazza che aveva contestato Palladino — si aspettava da Pioli un atteggiamento diverso. A trattare la risoluzione sono adesso il dg Ferrari e il direttore sportivo Goretti: rimasto in carica dopo l’addio di Pradè sabato scorso, ora potrebbe prenderne il posto. In attesa di un nuovo direttore tecnico che possa coordinare l’area sportiva, la coppia di dirigenti ha iniziato il casting per la successione di Pioli. Roberto D’Aversa ha sorpassato Paolo Vanoli, diventando così il primo nome della lista. È legato a Firenze, il figlio gioca nel settore giovanile viola e ha già allenato molti giocatori della rosa tra Lecce (Piccoli e Pongracic), Parma (Sohm) e Empoli (Fazzini). D’Aversa piaceva anche all’ex ds Pradè. Intanto oggi la squadra si allenerà — tutti presenti tranne Gudmundsson, volato in Islanda per il processo d’appello in cui è accusato di “cattiva condotta sessuale” — in vista dell’impegno di giovedì sera in Conference a Magonza.
Domenica scontro diretto con il Genoa
Da capire ora con quale allenatore in panchina. Di certo la situazione è esplosiva: Pioli insiste nel non volersi dimettersi, D’Aversa in pole per la successione ma costretto ad aspettare, una classifica terribile e senza precedenti, perché mai la Fiorentina era stata così in basso a questo punto dell’anno nella sua storia quasi centenaria. Così, lo scontro diretto con il Genoa di domenica fa ancora più paura.
