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Gasperini: “Da Ferguson finora risposte negative”. E a Dybala: “Non siamo mosci”

Il tecnico della Roma e il problema del gol: “Bisogna allenare l’attitudine a entrare in area di rigore, concentrandoci su posizioni e smarcamenti. È il nostro problema principale”

“Non si può spiegare sempre tutto”. Gian Piero Gasperini, quando parla di Ferguson, manda un messaggio chiaro: qualcosa non sta funzionando come dovrebbe, soprattutto in attacco. “Ieri, per la prima volta in stagione, gli ho visto fare un allenamento giusto”, dice il tecnico giallorosso. “Parla il campo e ultimamente le risposte non sono state positive, in modo abbastanza evidente”, sentenzia alla vigilia di Sassuolo-Roma (domenica ore 15).

Gasperini e la Roma ‘moscia’

Il centravanti irlandese fatica come il resto del reparto: “La difficoltà principale è fare gol”. Ma guai a dire “mosci”. Gasperini ribadisce la sua distanza dalle parole che Dybala aveva usato per descrivere l’atteggiamento della squadra durante la gara persa contro il Viktoria Plzen in Europa League. “Non siamo mosci”, spiega l’allenatore, che quel termine non vuole proprio sentirlo. “La parola ‘mosci’ non esiste. E neanche la ‘sottovalutazione dell’avversario’ (così aveva detto l’argentino, ndr), perché questo gruppo non lo merita”. Con Dybala, in ogni caso, “ho chiarito”. Perché “le parole a fine partita spesso non sono quelle che si vogliono dire”.

La strada del falso nove

In breve: sotto il profilo comportamentale, il “gruppo è molto forte e sano”. Certo, poi ci sono “gli errori e i limiti”. Quelli vanno superati: “Bisogna allenare l’attitudine a entrare in area di rigore, concentrandoci su posizioni e smarcamenti. È il nostro problema principale”. Per farlo, Gasperini ora ha a disposizione un reparto completo, visto il progressivo reintegro di Bailey. Ma non significa che gli esperimenti finiranno, anzi: “Non si può essere rigidi nei cambi ruolo”. Visto il rendimento di Dovbyk e Ferguson, la strada del falso nove rimane percorribile. “Il centravanti non deve essere sempre alto e grosso, l’importante è essere efficaci”. Un chiaro riferimento all’ucraino e all’irlandese: “Se hai un attaccante che ti risolve problemi, la strada è molto più corta”.

I fischi a Dovbyk

Al momento, invece, la strada del gol è distante. Per questo motivo il pensiero del mercato di gennaio sfiora già l’allenatore. Ma “non credo ci saranno cose fantastiche”, dice sulle possibili trattative. “In questo momento non sto pensando a gennaio, sto pensando a migliorare questa situazione, che ci sta penalizzando e sembra peggio di quello che è”, continua. I fischi di giovedì sera, rivolti a Dovbyk, fotografano il momento no dell’attacco. “I fischi, quando si perde, ci stanno, per il giocatore e per la squadra. Ma poi si riparte e si cerca di prendere gli applausi”.

Dybala titolare anche con il Sassuolo

Contro il Plzen l’unico a distinguersi, lì davanti, era stato Dybala. La possibilità di vederlo di nuovo in campo domani, allora, è concreta. “Dybala può giocare, fisicamente sta bene. Ha una buona resistenza, come tutti i giocatori di livello. L’importante è che stia bene”. Dall’argentino, nonostante il gol, il tecnico si aspetta di più: “Anche lui deve iniziare a pestare l’area, a fare gol e assist perché è un attaccante”.

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