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Gasperini e il ritorno a Bergamo: “Emozioni, saluti ma poi non facciamo prigionieri”

Il tecnico romanista sarà nella città dove ha passato gli ultimi 9 anni portando l’Atalanta stabilmente in zona Champions e vincendo una Europa League

Tornare a casa e non trovarla più. Gasperini a Bergamo da rivale dopo 9 anni, qualcosa è cambiato. “Per me non è stato facile cambiare vita”, confessa. “Ma sono contento di aver scelto la Roma, di essere arrivato nella situazione più difficile per il club e di aver cancellato lo scetticismo iniziale nei miei confronti”. Nove anni sulla panchina dell’Atalanta lasciano il segno: “Una città piccola, ma compatta. Questa era la forza. Davamo fastidio”. Ora è il momento di affrontare il suo passato, da tecnico della Roma (sabato alle 20.45). Sorride, Gasperini. Tanta emozione (“lì ho vissuto un periodo straordinario”), rafforzata dalle ultime novità di mercato.

Il mercato

Rispetto all’ultima conferenza, Gasperini è sereno in volto. Raspadori è a un passo, ma da solo non basta. “L’obiettivo della Roma è diventare sempre più forte. Le altre big sono scatenate sul mercato, quindi bisogna inserire giocatori forti, che possano dare un valore aggiunto, non prendere calciatori tanto per”. Scegliere bene, quindi. Privilegiare la qualità sulla quantità. Gasperini ha le idee chiare. Vuole certezze. Ma il campo gli restituisce qualche dubbio.

I dubbi

Perché a Bergamo dovrà fare a meno di Pellegrini e Bailey (infortunati) e valutare le condizioni di Wesley, “alle prese con qualche acciacco”. Mentre “Pisilli dovrebbe recuperare” dalla febbre, vero grattacapo della Roma durante queste feste: “Un giorno ce l’ha un giocatore, un giorno ce l’ha un altro”. Insomma, la rosa va infoltita per evitare di rimanere corti. Bisogna investire, “ma non è solo una questione di soldi, anche se la nostra realtà finanziaria è nota”. Servono innesti anche in difesa, non solo in attacco. Perché dietro “abbiamo cinque difensori, ma Ndicka è in coppa d’Africa, Mancini e Hermoso diffidati”. Il centrale spagnolo, al proposito, “ha recuperato bene” dalla forma di pubalgia che aveva fatto preoccupare Gasperini nelle ultime settimane. Mentre il baby Ziolkowski deve ancora crescere: “Non è un percorso che si fa in una settimana e non pretendo che i giovani lo facciano in così poco tempo”. I giocatori, a quell’età, “non sono pronti da subito”. Le tempistiche, però, sono fondamentali. Soprattutto quelle del mercato: “Chi arriverà può apportare un miglioramento. Non so quanto tempo ci vorrà”. Serve uno sprint, dal campo e dalle trattative. Gasperini lo aspetta e nel frattempo si coccola i suoi: “Dybala mi piace. Soprattutto quando fa gol e assist. Quindi deve giocare davanti”.

“Non faccio prigionieri”

E poi di nuovo spazio all’emozione. S’immagina già l’accoglienza dei bergamaschi: “Conoscendoli, sarà bello salutarci, ma poi ognuno per sé, senza prigionieri”. Nessun compromesso, quindi. Perché il cuore conta, ma fino a un certo punto. Gasperini non vorrebbe ripetere quello che ha fatto De Rossi, che – tornato all’Olimpico da tecnico del Genoa – ha salutato la curva dopo una sconfitta pesante. “L’accoglienza dello stadio per Daniele è stata bella e meritata, spero di non ripeterla a fine partita”, sorride Gasperini. Che ribadisce il suo amore per la Roma. “Sono in una situazione che mi stimola, che mi dà la possibilità di fare un bel lavoro. Non sono diverso da Bergamo: quando abbiamo vinto l’Europa League ero convinto che avremmo potuto ambire a qualcosa di più. Anche per questo mi sono venuti a cercare”. In breve: vuole mettere trofei in bacheca, anche a Roma.

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