MILANO – Sono 11 in totale i punti lasciati per strada dal Milan contro squadre della parte destra della classifica. Letta da un’altra prospettiva, sono solo 4 su 15 potenziali quelli ottenuti dai rossoneri, secondi a -3 dall’Inter capolista. Il paradosso del Diavolo è ancora questo: nel girone d’andata, che Allegri concluderà giovedì 15 gennaio a Como nel recupero della 16esima giornata, gli scontri diretti sono stati territorio di conquista, le sfide sulla carta più abbordabili hanno riservato sorprese sgradite. Di più: la maggior parte dei passi falsi il Milan li ha fatti in casa, a San Siro.
I punti persi a San Siro dal Milan
Il pareggio con il Genoa, per come è arrivato – gol di Leao al 92’ e rigore fallito da Stanciu al 99’ – è evidentemente un punto guadagnato piuttosto che due persi, però il trend negativo resta. Il Milan arrivava da due vittorie convincenti, il 28 dicembre al Meazza contro il Verona (3-0) e il 2 gennaio a Cagliari (0-1). Ieri è scivolato di nuovo, ancora in casa. A San Siro il Diavolo ha perso con la Cremonese il 23 agosto (in quella che resta l’unica sconfitta in campionato) neopromossa e ha pareggiato con Pisa (2-2, il 24 ottobre), Sassuolo (2-2, il 14 dicembre) e adesso Genoa. Ci sono stati tre pareggi anche in trasferta, ma solo quello di Parma (2-2, l’8 novembre) ha lasciato l’amaro in bocca, anche perché arrivato da una posizione di vantaggio: lo 0-0 a Torino con la Juventus (5 ottobre) e l’1-1 di Bergamo (28 ottobre) sono risultati che all’interno di un campionato sono anche positivi.
Perché il Milan inciampa con le piccole?
Perché tanti punti persi con le medio-piccole? La motivazione è doppia, sia tattica sia psicologica. Il Milan fatica contro le squadre che lasciano pochi spazi e dà il meglio di sé quando può attaccare in campo aperto, ma c’è per forza anche un discorso di motivazioni, con attenzione e intensità che calano quando non si gioca contro le big. “Dobbiamo migliorare nella lucidità di portare la palla vicino la porta. Nelle ultime due partite siamo stati equilibrati, stasera abbiamo avuto poca pazienza dopo l’1-0. Siamo diventati troppo frettolosi e la fretta non porta da nessuna parte”, ha detto ieri Allegri.
La differenza nel percorso con l’Inter
Il Milan, secondo in classifica, è in corsa per raggiungere l’obiettivo stagionale, il rientro in Champions League. Ma sognando in grande, pensando allo scudetto, è evidente la differenza nel percorso rispetto a quello dell’Inter capolista, che punti con le squadre della parte destra della classifica non li ha praticamente mai persi. Chivu ha preso a marciare con un ritmo forsennato, senza inciampi: per trovare l’ultimo passo falso bisogna tornare al 31 agosto, con la sconfitta a San Siro contro l’Udinese. Gli altri tre ko sono arrivati nel derby e contro Juventus e Napoli. Il Milan invece si è esaltato negli scontri diretti: ha battuto Bologna, Napoli, Roma, appunto Inter, Lazio e ha pareggiato come detto con Juve e Atalanta. Però si ritrova in classifica alle spalle dei cugini. Al giro di boa del campionato c’è ancora tempo e spazio per invertire la rotta.
