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Il Milan in affanno sceglie Nkunku. Ma Allegri perde Jashari per due mesi

Alle 20.45 i rossoneri a Lecce per il riscatto dopo il ko della prima giornata. L’infortunio dello svizzero cambia le strategie del club

Una confusione del Diavolo. All’estate caotica del Milan si è aggiunta anche la sfortuna: ieri mattina in uno scontro con Gimenez in allenamento Jashari si è procurato la frattura composta del perone destro. Lo svizzero, preso dal Bruges per 37 milioni, resterà ai box per almeno due mesi: per lui si è scelta una terapia conservativa, evitato l’intervento chirurgico, anche perché la frattura non è estesa e non ha intaccato la tibia. Una tegola per i rossoneri, che hanno bloccato la cessione di Musah all’Atalanta. Rischiano così di sfumare 25 milioni, ma certo Allegri ha sempre più i giocatori contati: stasera a Lecce (20.45, Dazn e Sky), in uno dei due anticipi della seconda giornata, sarà costretto ad adattare Saelemaekers come attaccante accanto a Gimenez perché pure Pulisic ha un fastidio alla caviglia (ma andrà in panchina). «In qualche modo faremo», ha ripetuto come un mantra ieri Max nella sala stampa di Milanello.

L’arrivo di Nkunku

A tre giorni dalla fine della finestra estiva di mercato, il Milan è ancora incompleto e lontano da Inter e Napoli. Ieri sera a Linate è atterrato Nkunku, che pure porta con sé un po’ di incognite a livello fisico. Il valore dell’ala francese non si discute, ma negli ultimi anni ha avuto problemi al ginocchio sinistro (che lo hanno costretto a saltare il Mondiale in Qatar) e all’anca. Il Milan lo ha preso dal Chelsea per 37 milioni più 5 di bonus: oggi sosterrà le visite mediche poi, al netto di complicazioni (il caso Boniface insegna), firmerà un contratto quinquennale. Resta da trovare un nuovo centravanti. I costi dell’affare Vlahovic, il preferito di Allegri, sono stati ritenuti eccessivi. Si sta quindi ragionando con la Roma per uno scambio tra Gimenez e Dovbyk, che Gasperini non apprezza. Neanche Max stravede per l’ucraino, ma al momento i dialoghi sono in stand-by perché Gimenez vuole restare a Milano.

La gara di Lecce

Oggi Santi guiderà l’attacco rossonero al Via Del Mare, in una partita che il Diavolo deve vincere per riscattare la sconfitta contro la Cremonese. «A Lecce è sempre difficile, loro hanno grande entusiasmo e Di Francesco dà grande organizzazione», ha avvisato Allegri, che poi ha aggiunto: «Sono abituato a stare con la società e ad allenare i giocatori che ho. L’input che il club ha dato è coniugare la parte economica e sportiva», riassumendo così le ultime settimane milaniste. Il Milan sta provando ad accontentare il tecnico livornese per Rabiot, ma l’operazione è complicata, e non solo per le titubanze del Marsiglia. Serve anche un centrale affidabile in difesa: è stato fatto un tentativo per Kim, ma il Bayern ha declinato le avances rossonere. Nelle ultime ore ha scalato posizioni Akanji, in uscita dal Manchester City che lo valuta 15 milioni: lui però ne guadagna 6 a stagione per altri due anni, per venire in Italia dovrebbe quindi ridurre le proprie pretese. L’alternativa è Kiwior dell’Arsenal, su cui però è forte la concorrenza del Porto. Sull’aereo per Brindisi non è salito Jimenez: il Milan vuole venderlo a titolo definitivo o in prestito con obbligo di riscatto, in corsa Como, Bournemouth e Roma. Oggi sulla destra agirà Musah, a centrocampo conferme per Modric affiancato da Loftus-Cheek e Fofana. Dietro possibile l’esordio di De Winter dal 1’, nella speranza di trovare una solidità maggiore rispetto all’ultima uscita: «Ci vorrà un po’ di tempo, intanto speriamo di non subire gol a Lecce». Avanti a piccoli passi, la regola di Max.

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