Il rifiuto di Mbappè al Real Madrid nel 2013: “I miei genitori volevano che iniziassi la carriera in Francia”

Le aspettative sulla stella del PSG: “Mi veniva chiesto di essere un adulto e quando sei al top non c’è spazio né per gli immaturi né per i bambini”.

Kylian Mbappè, attaccante del PSG, nonchè stella della nazionale francese guidata da Didier Deschamps, ​ha rilasciato un’intervista al quotidiano francese ‘L’Obs’ a poco più di una settimana dal via di Euro 2020. Competizione dove ‘Les Blues’ proveranno a ripetersi anche in ambito continentale dopo aver messo in bacheca il mondiale russo di tre anni fa.

L’ex enfant prodige lanciato sulla vetrina europea dal Monaco ha parlato della propria carriera soffermandosi sul senso di responsabilità e sulle pressioni che un ragazzo così giovane è stato obbligato a gestire sin da subito:

“Voglio mettermi alla prova in ogni situazione perché questo mi permette di non rilassarmi. Stare in campo mi nutre, mi da nuova energia per affrontare anche gli aspetti della mia professione che non riguardano il gioco. All’inizio è stato difficile portare il peso delle aspettative perché ero molto giovane. Avevo 18 anni e volevo fare le cose che ogni ragazzo di quell’età vuole fare. In campo, però, mi veniva chiesto di essere un adulto e quando sei al top non c’è spazio né per gli immaturi né per i bambini”.

Qualche anno prima, precisamente nel 2013 quando di anni ne aveva soltanto quindici, è arrivato anche il ‘no’ alla proposta del Real Madrid:

“È stata una decisione presa assieme ai miei genitori. Volevano che iniziassi la mia carriera in Francia, per essere educato nel mio paese. Andare in Spagna, seppur con Zidane, sarebbe stato diverso. Avrei dovuto affrontare un nuovo paese e una cultura diversa dalla mia”.

 

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