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Il Var è in caduta libera: le minacce di Lotito, la rabbia dei laziali e le proteste del Napoli

L’ultimo turno di campionato, in particolare nelle gare all’Olimpico e al Maradona, ha registrato polemiche ancora superiori a quelle del precedente

Fare peggio degli ultimi tempi era davvero complicato, ma per alcuni versi la classe arbitrale è riuscita nell’ultimo turno di campionato a peggiorare una situazione già da tempo problematica. Da Napoli a Roma, le polemiche per le decisioni arbitrali e l’ingerenza del Var sono proseguite senza sosta, anzi. Il rigore non fischiato a Gila, insieme a quello concesso con generosità alla Fiorentina, hanno fatto esplodere la rabbia della Lazio, mentre il Napoli ha pareggiato per 2-2 con il Verona anche per un rigore molto dubbio concesso agli scaligeri e un gol annullato a Hojlund per un fallo di mano per niente chiaro.

Il disastro di Sozza in Lazio-Fiorentina

Se si cercano i due peggiori della giornata, è obbligatorio soffermarsi sull’Olimpico di Roma. Sozza in campo e, peggio ancora, Pezzuto al Var da Lissone, sono stati in assoluto i due più grandi disastri di giornata. Alcune decisioni sono state assurde e difficili da giustificare, specialmente se osservati nel loro complesso: il rigore non concesso per una trattenuta evidente su Gila, quello assegnato per un fallo di Gudmundsson, per cui è stato necessario vivisezionare l’azione dopo il volo dell’islandese per accentuare la caduta. “Che devo fare? Prendere una mitragliatrice e sparare sulla classe arbitrale?” ha tuonato a fine partita il presidente laziale Lotito, usando un linguaggio decisamente aggressivo nei modi, ma comprensibile nel merito: “Ho fatto una lettera, se le cose non cambiano agirò in altre sedi: uomo avvisato, mezzo salvato”.

Pellegrini, “Fermatevi ragazzi, è imbarazzante”

Se i tifosi sono disorientati, tra decisioni prese a centinaia di chilometri di distanza ed errori a profusione, anche i calciatori fanno fatica a mantenere la calma. Ieri all’Olimpico, dopo il rigore assegnato alla Fiorentina e quello negato alla Lazio, il siparietto tra Pellegrini e l’arbitro Sozza è stato sintomatico del malessere generalizzato. Dopo le proteste in seguito all’episodio del 19′ del primo tempo, quando Pongracic trattiene visibilmente per la maglia Mario Gila in area su calcio d’angolo impedendogli di tirare, le proteste si sono moltiplicate dopo il rigore assegnato a Gudmundsson. Mentre Sozza era pronto ad andare a rivedere l’azione incriminata, Guendouzi, Zaccagni e Pellegrini ripetevano a parole e a gesti che era rigore anche quello precedente. Nel tunnel degli spogliatoi, poi, Pellegrini si è avvicinato a Sozza andandogli a muso duro: “Fermatevi ragazzi, è imbarazzante. Ma come non è rigore?”. Giusta invece la decisione di assegnare rigore per fallo su Zaccagni nel finale: non concederlo sarebbe stato clamoroso. Per Sozza, Var e Avar si profila un lungo stop.

Il rigore di Buongiorno e il gol annullato a Hojlund

Anche al Maradona la classe arbitrale, rappresentata da Marchetti, è stata la vera sconfitta della giornata. Iniziando dal rigore di Buongiorno, che per alcuni poteva essere assegnato ma la cui dinamica è inevitabilmente legata al contatto tra il difensore del Napoli e Valentini del Verona. Come si può parlare di movimento naturale o innaturale se il braccio viene ostacolato nella sua traiettoria dall’avversario? Difficile capirlo. Eppure il rigore è stato assegnato, l’ennesimo errore di una stagione in cui non ci sono favoriti in assoluto, ma errori distribuiti casualmente e copiosamente. Diverso il discorso per il gol annullato a Hojlund: la regola è chiara, un tocco di mano, anche involontario, che precede un gol porta inevitabilmente all’annullamento dello stesso. Qualche dubbio sul reale tocco del centravanti azzurro con il polso, anche se si intravede. Serve un cambiamento per non rischiare di rovinare uno strumento nato per rivoluzionare il calcio e che invece lo sta facendo precipitare nelle solite, vecchie polemiche.

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