APPIANO GENTILE – Contro il Torino, alla prima di campionato, Cristian Chivu ha portato a casa i tre punti nel modo migliore: cinque gol fatti, nessuno subito. La formazione iniziale era per dieci undicesimi la stessa della finale persa a Monaco il 31 maggio. Invariato anche il modulo. Ma all’esordio sulla panchina nerazzurra in Serie A, l’ex terzino del triplete di Mourinho ha dimostrato di avere già dato una sua impronta alla squadra, nel carattere e nell’approccio. Adesso è chiamato a ripetersi, di nuovo a San Siro, ma contro l’Udinese: “Ci sono cose da migliorare, ma dobbiamo avere lo stesso atteggiamento e la stessa mentalità sin dall’inizio. L’Udinese è una squadra forte e difficile da affrontare, con un allenatore che apprezzo molto, con tanta qualità”, ha detto Chivu, presentando la partita.
Il rientro di Calhanoglu
L’unica novità iniziale contro la squadra di Baroni è stata Sucic mezzala, con Barella dirottato in regia in assenza di Calhanoglu, squalificato. Una scelta azzeccata che ha completato una squadra rimasta per il resto intatta e subito performante: Sommer decisivo, Bastoni uomo-assist, Lautaro leader, Pavard e Acerbi solidi. La differenza con l’era Inzaghi si è vista soprattutto nel pressing forsennato. Del rientro del regista turco, Chivu dice: “Per noi è un giocatore importante. Ci ha fatto vedere cose importanti. È tornato motivato, con l’approccio giusto, determinato a lasciarsi alle spalle la scorsa stagione”.
Thuram ritrovato, Pio in Nazionale
Fra tutti, alla prima di campionato, ha brillato Thuram, che ha segnato una doppietta. Dopo la partita, Bastoni lo ha punzecchiato: “Aveva passato gli ultimi sei mesi in vacanza”. Alle spalle del francese e di capitan Lautaro, sta crescendo Pio Esposito, fresco di convocazione in Nazionale. Del giovanissimo italiano, Chivu dice: “Lo conosco da quando ha tredici anni. Ama le sfide complicate. Ha grande umiltà. Più si alzano le aspettative e meglio rende. Ora si gode il sogno di stare con la prima squadra all’Inter e di fare parte della Nazionale maggiore”. Sulla possibilità di provare un tridente in attacco, il tecnico ha commentato: “Le partite saranno tante, in base alle necessità potremo vedere due o tre punte”.
Chivu: “Turnover sì ma con merito”
Guardando avanti, ai mesi con tanti impegni fra Italia ed Europa, Chivu dice: “Giocando ogni tre giorni, sarà complicato. Fare turnover per farlo non vale. Serve meritocrazia, che per me è il primo principio. Bisogna prepararsi al meglio e meritarsi il posto. Guardo 22 giocatori di movimento che devono mettermi in difficoltà”. Il tecnico, dopo la vittoria col Torino, aveva accennato a “patti fatti fra me e i giocatori”. Ora, di quei patti racconta qualcosa in più: “Non posso dare troppi dettagli, ma in sostanza il patto è uno: tutto è mia responsabilità”.
Solet, l’amore mancato
Il difensore che l’Inter corteggia da più tempo resta Oumar Solet, rimasto all’Udinese dopo che le trattative non sono andate a buon fine. Centrale moderno, fisico e tecnico, già visto in Champions con il Salisburgo, era stato vicino alla Pinetina soprattutto dopo una grande gara a San Siro nella scorsa stagione. Nato a Melun nel 2000, alto 1,92, oggi è pilastro della difesa friulana e seguito anche da club di Premier, Ligue 1 e dal Milan, pronto a spingersi oltre i 30 milioni.
Mercato e uscite
L’Inter continua a difendere i suoi gioielli, o quantomeno prova a venderli a caro prezzo: Frattesi resta al centro del progetto di Chivu, ma davanti a un’offerta da 40 milioni il club potrebbe vacillare. “Davide può fare tante cose diverse in campo. Può giocare mezzala o dietro le punte. Sa fare cose diverse”, ha detto di lui il suo allenatore. Diverso il destino di Taremi, ormai fuori dai piani e vicino all’Olympiacos, soluzione gradita per liberare spazio a bilancio.