L’appuntamento è per domenica, il conto alla rovescia è già partito. Inter e Napoli si studiano, si specchiano, vivono la stessa attesa. L’anno scorso gli scontri diretti hanno indirizzato lo scudetto, stavolta il secondo round è prematuro ma pesa tantissimo. Bisogna arrivarci nel modo giusto, evitando passi falsi nella tappa intermedia di oggi: apre Conte con il Verona, risponde Chivu con il Parma. Si marcano a vicenda: entrambi preparano tre cambi rispetto alla formazione tipo. Un turnover ragionato, in alcuni casi obbligato.
Il Napoli ritorna dopo un mese al Maradona
Il Napoli affronta il Verona nel pomeriggio e ritorna dopo un mese al Maradona, che aveva chiuso in anticipo i battenti il 7 dicembre, con la vittoria contro la Juve. Da allora per gli azzurri sei partite consecutive lontano da casa, perdendo le prime due con Benfica e Udinese e vincendo con Milan e Bologna in Arabia (la Supercoppa sarà in passerella a Fuorigrotta, oggi) e Cremonese e Lazio in campionato. Nel loro stadio i campioni d’Italia sono rimasti imbattuti nel 2025 e hanno la possibilità – scendendo in campo per primi – di mettere un po’ di pressione su Inter e Milan. Ma Conte non vuole distrazioni. Per questo le rotazioni saranno limitate. Dentro Lang e Buongiorno al posto dell’infortunato Neres e di Juan Jesus, Gutierrez sostituirà Spinazzola. In panchina si rivede Lucca: s’è ripreso dall’influenza e potrebbe essere al passo d’addio, corteggiato dal Benfica di Mourinho.
L’Inter e i brutti ricordi del Tardini
L’Inter in serata torna al Tardini, dove ad aprile si fece rimontare da 0-2 a 2-2. Un conto in sospeso da regolare. L’allenatore del Parma allora era proprio Chivu, che vivrà una notte speciale. Il 18 febbraio scorso, veniva nominato allenatore dei ducali, al posto di Pecchia con la squadra terzultima: prima esperienza in A, 13 partite con cui ha raggiunto l’obiettivo salvezza e si è guadagnato la panchina dell’Inter. Torna con le spalle larghe e il primato da difendere, anche per presentarsi domenica con il muso davanti. Il momento è positivo, il trend con le medio-piccole pure: l’Inter ha perso solo con l’Udinese.
Turnover moderato per Conte e Chivu
Previsto un cambio per reparto: spazio a De Vrij al posto di Akanji (e attenzione a Carlos Augusto), Mkhitaryan farà rifiatare Zielinski, davanti riecco Pio Esposito con capitan Lautaro. Non sarà neanche in panchina Frattesi, che si è fermato per un affaticamento ai flessori: l’Inter aspetta una proposta da 35 milioni dal Galatasaray. Conte ha i giocatori contati tra attacco e centrocampo: Lobotka e McTominay sono da tempo senza alternative, straordinari anche per Hojlund. Neres si sta curando a Castel Volturno dalla distorsione alla caviglia ed è l’unico autorizzato a pensare già a San Siro. I 90’ di oggi al Maradona sono più di una prova generale. Guai a chi rallenta.
