Il lunedì di Castellammare di Stabia ha il sapore dolcissimo della vittoria della Juve Stabia al Dino Manuzzi contro il Cesena che ha reso la classifica un motivo di vanto: quinto posto assieme all’altra sorpresa Catanzaro: «La nostra non è solo una squadra di calcio – dice con orgoglio il sindaco Luigi Vicinanza – ma un patrimonio identitario della nostra città. Rappresenta un simbolo di appartenenza e orgoglio per l’intera comunità». È il momento più alto del calcio stabiese in 118 anni di storia. «Chiamatelo pure modello Juve Stabia», dice a Repubblica il presidente Andrea Langella, l’artefice di un progetto intrigante. Sostenibilità e talenti da trasformare in campioni, queste le linee guida di una società che vuole continuare a sorprendere: promozione in serie B nella scorsa stagione e adesso una scalata senza limiti verso il calcio che conta. Guido Pagliuca, 46 anni da Cecina, è uno dei protagonisti: ha vinto la Panchina d’oro della serie C e sorprende per la sua proposta di calcio. Il bomber è Andrea Adorante, 25 anni, 13 centri in serie B e la voglia di migliorare ancora. La Juve Stabia si coccola tutti i suoi gioielli (tra gli artefici c’è il direttore sportivo Matteo Lovisa che oggi compie 29 anni) e guarda avanti. «Siamo la società – continua Langella – con il penultimo monte ingaggi della serie B. Abbiamo scelto grandi persone. Il nostro allenatore Pagliuca è al lavoro dalle 7 del mattino. Ha un altro anno di contratto così come il nostro direttore sportivo Lovisa. Motiviamo i nostri giovani mettendo tanti premi. Penso al bonus salvezza che con la vittoria di Cesena è diventata matematica, ma anche ad incentivi per assist e gol. Adorante, ad esempio, ne ha collezionati tanti». E non ha ancora finito. La Juve Stabia non soffre di vertigini: «Adesso siamo tranquilli – dice Langella – puntiamo forte ai playoff e poi guarderemo ancora più avanti». Perché la serie A non è più un tabù: «Fanno bene i nostri tifosi a crederci, è giusto così. Noi ovviamente abbiamo il dovere di stare sereni portando avanti le nostre idee». La Juve Stabia sta concludendo pure l’ingresso in società di Brera Holdings: l’ok della Figc sancirà il passaggio del 52% delle azioni alla società con a capo Daniel McClory. «Ma io resterò alla guida del club – continua Langella – c’è ancora tanto da fare». E sarà fondamentale uno stadio adeguato alla dimensione della Juve Stabia: «La settimana scorsa forse sono stato un po’ impulsivo – aggiunge il presidente – Dico solo che aspettiamo il finanziamento del credito sportivo per il restyling da 4 milioni del Menti, l’amministrazione si sta impegnando tanto». Lo stadio è una priorità: «Fin dal mio insediamento- aggiunge il sindaco Vicinanza – siamo sempre stati presenti. Essere tra le poche città d’Italia, l’unica del Sud non capoluogo di provincia, che possono vantare una squadra di calcio in un campionato professionistico è per noi motivo di orgoglio e lo abbiamo dimostrato investendo risorse significative per migliorare lo stadio Menti». Sabato, intanto, c’è il derby con la Salernitana: «Ce lo godiamo – conclude Langella – e vivremo una grande serata di sport. De Laurentiis? Sarò al Maradona per Napoli-Empoli. Juve Stabia in serie A e Napoli campione d’Italia? Sarebbe la stagione perfetta».
Juve Stabia da record, mai così in alto in 118 anni. Il presidente Langella: “E siamo un modello”
Il sindaco Vicinanza: “Squadra simbolo di appartenenza”
