TORINO – La Juventus entra ufficialmente in nuova fase, la terza dopo il ribaltone del 2022 che portò alle dimissioni dell’intero cda guidato da Andrea Agnelli, minato dalle vicende giudiziarie (plusvalenze e manovra stipendi) e da una crisi sportiva e finanziaria profonde dopo i nove anni di dominio. La seconda fase fu gestita da Cristiano Giuntoli, la terza è invece nelle mani di Damien Comolli, di fatto il plenipotenziario del club: ieri è stata pubblicata la lista dei candidati al nuovo cda, che si insedierà con l’assemblea degli azionisti del 7 novembre, e il suo è il nome nuovo più importante.
L’addio di Scanavino dopo la stabilità ritrovata
Oltre a entrare in consiglio, il dirigente francese assumerà la carica di amministratore delegato, riempiendo anche il posto lasciato dall’addio di Maurizio Scanavino che era di fatto stato messo alla guida di quella sorta di “governo tecnico” (qualcuno lo aveva chiamato addirittura gabinetto di guerra) che si era insediato tre anni fa per gestire l’emergenza economica, giudiziaria e tecnica. Tre anni dopo, il suo compito può dirsi concluso perché la società ha ritrovato stabilità: l’ultimo bilancio ha chiuso con una perdita di 58,1 milioni, ma nel 2022 il rosso era arrivato a 239,3. Negli ultimi sette anni, gli azionisti hanno erogato aumenti di capitale per circa un miliardo in tutto. Scanavino si è congedato con queste parole: “Tre anni fa ho accettato questo prestigioso incarico in un momento estremamente critico per il Club e non privo di rischi per chi avrebbe avuto la responsabilità di guidarlo. L’obiettivo era chiaro: avviare un percorso fondato sulla sostenibilità economica e sulla competitività sportiva. Col sostegno della proprietà, degli amministratori e di colleghi e colleghe di talento abbiamo affrontato e superato numerose sfide con determinazione, nonostante le difficoltà. Oggi più che mai, guardo al futuro della Juventus con grande fiducia: sono certo che ci saranno altre pagine importanti da scrivere”.
Ferrero confermato presidente, niente cda per Chiellini
Alla guida del cda resta Gianluca Ferrero, che rimarrà quindi presidente. Tra i nuovi consiglieri proposti da Exor ci sono anche Toni Belloni, presidente di LVMH Italia (in pratica, Louis Vuitton) e braccio destro del magnate francese del lusso Bernard Arnault, e Kerstin utz, ceo della Billie Jean King Cup Limited. Non c’è dunque Chiellini, che vuole e deve completare il processo di formazione dirigenziale e che avrà invece un posto nel consiglio della Figc. Due candidature sono state avanzate da Tether, il socio di minoranza arrivato ormai all’11,5% delle quote: si tratta di Francesco Garino e Zachary Lyons. Il fondo, che si occupa principalmente di criptovalute, ha ribadito l’intenzione di avere un ruolo nella pianificazione delle strategie del club.
La Uefa indaga la Juve per violazione del Fair Play finanziario
Tra le pieghe del bilancio, emerge la notizia che la Juventus è sotto inchiesta da parte della Uefa per una possibile violazione del Fair Play finanziario, anche se il club rassicura parlando di rischi limitati: “L’esito del procedimento è atteso per la primavera del 2026 e potrebbe dare origine a una possibile sanzione economica (allo stato attuale di difficile quantificazione, ma di importo presumibilmente non rilevante) oltre che a possibili restrizioni sportive (quali, ad esempio, restrizioni alla registrazione di nuovi calciatori nelle liste delle competizioni Uefa”.
Gli obiettivi del piano triennale: ottavi di Champions e semifinale di Coppa Italia
I conti non sono ancora del tutto in sicurezza e nella presentazione del piano strategico triennale si ribadisce che le condizioni essenziali per l’equilibrio sono la partecipazione agli ottavi di finale della Champions League, un piazzamento finale nel campionato di Serie A che consenta alla di partecipare alla Champions League nella stagione sportiva successiva e il raggiungimento della semifinale in Coppa Italia”. Si rende inoltre necessaria un’ulteriore riduzione del monte stipendi, definita però “moderata” e circoscritta ai prossimi. La Juventus precisa però che il mancato raggiungimento degli obiettivi minimi potrebbe comportare una riduzione della competitività della squadra.
A Giuntoli 850 mila euro di buonuscita, quanto pesa il contratto di Thiago
A proposito di stipendi, emerge che il licenziamento di Giuntoli, che guadagnava circa tre milioni di euro lordi a stagione, è costato al club una buonuscita di 850 mila euro: neanche troppo, considerando che aveva un contratto in scadenza nel 2028. In compenso, all’atto della firma Comolli ha incassato oltre un milione come bonus di entrata: 950 mila euro una tantum più una serie di benefit. L’esonero di Thiago Motta, che è ancora sotto contratto, pesa sul bilancio per 16,4 milioni, che la Juventus ha dovuto accantonare nella speranza, per ora vana, che il tecnico italo-brasiliano trovi al più presto una panchina.
