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La scalata politica di Chiellini, diventerà consigliere in Federcalcio

L’ex calciatore della Juventus, ora Director of Football Strategy, è favorito per rappresentare la Lega serie A: Marotta spinge per lui, due dirigenti pronti al passo indietro

È laureato in Economia, non in Scienze politiche. Eppure presto potrebbe trovarsi a dover dimostrare di conoscere le regole della diplomazia e del compromesso. Giorgio Chiellini è il grande favorito nella corsa per rimpiazzare in Consiglio federale Francesco Calvo, ex manager juventino che, lasciando il club bianconero, ha perso il posto nell’organismo di governo della Figc. Le regole della Lega di Serie A, la cui assemblea si riunirà il prossimo 3 novembre, prevedono che, per occupare il seggio vacante in Consiglio federale, si tenga una nuova votazione. Oltre all’ex capitano della Juve e dell’Italia campione d’Europa, sono in corsa Giovanni Carnevali, ad del Sassuolo, e Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce. Ma entrambi, in nome dell’unità dell’assemblea, potrebbero farsi da parte.

Chiellini succederebbe a Calvo

Da un lato, la logica vuole che a un dirigente della Juve possa succederne un altro. E Chiellini, dallo scorso 4 giugno, è Director of Football Strategy. Dall’altro, la compagine di Serie A in Consiglio federale è coesa come non mai, dopo che Claudio Lotito ha fatto un passo indietro, per i troppi impegni in Parlamento, e perché sa che il suo consenso negli anni si è eroso.

In caso di mancato accordo c’è il commissariamento

L’unità del trio composto da Calvo, Beppe Marotta (presidente dell’Inter) e Stefano Campoccia (vicepresidente dell’Udinese) ha portato a risultati importanti, come l’accordo con l’Associazione Calciatori (Aic) in base al quale, in caso di retrocessione in serie B, lo stipendio dei calciatori viene ridotto del 25 per cento. Una vittoria per le squadre medio-piccole, ben rappresentate da Campoccia. Per questo ci si attende che possano farsi da parte tanto Carnevali quanto Sticchi Damiani, che sperava in un posto in Consiglio nel caso in cui il numero di seggi riservati alla serie A fosse stato portato da tre a quattro, cosa che non è avvenuta. Andare allo scontro, non conviene a nessuno: sia per il rischio, reale, di commissariamento in caso di mancato accordo; sia perché la prossima partita che il Consiglio dovrà affrontare riguarda la serie A: ottenere maggiore flessibilità nel passaggio dei giocatori dalle prime squadre alle seconde. L’obiettivo è evitare casi come quello di Camarda, che il Milan Futuro non ha potuto schierare nei play-out della scorsa stagione perché non aveva accumulato abbastanza presenze in Serie C.

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