Lo ha voluto fare così, davanti a migliaia e migliaia di testimoni, perché diventasse un esempio, un gesto contro omofobia e mentalità bigotta, di dignità e riconoscimento.
Pascal Kaiser, arbitro di quinta divisione tedesco e tifosissimo del Colonia, durante la partita di Bundesliga della sua squadra contro il Wolfsburg con cui il calcio tedesco ha inaugurato il Diversity Matchday, con l’aiuto del club, ha preso il microfono: “Voglio che tutti vedano che amo questa persona. Un uomo. Come uomo. Nel calcio”.
Brividi, applausi. Kaiser si è inginocchiato, si è avvicinato al compagno e gli ha chiesto di sposarlo. Davanti a 50 mila persone. Che hanno esultato. Gesti simbolici, d’identità, più di una vittoria.
Il coming out lo trasforma in un simbolo
Dal 2022, da quando Pascal ha fatto coming out, non solo non ha avuto problemi né ricevuto insulti sui campi dove va ad arbitrare, era stato applaudito da giocatori e staff alla sua prima partita che ha diretto dopo aver dichiarato la propria omosessualità. Ora è diventato un simbolo e – racconta – punto di riferimento dei giocatori che vorrebbero rivelarsi. Dice loro: “Non lasciate che vecchie immagini di mascolinità o battute stupide vi convincano che non avete un posto in questo sport”.
La Germania contro l’omofobia nel calcio
La Germania è più avanti di tanti altri Paesi nella lotta contro l’omofobia nel calcio. Nel 2021 l’Allianz si colorò con i colori dell’arcobaleno per la sfida della Nazionale contro l’Ungheria di Orban che in quei giorni voleva vietare il Pride. Lottò con la Fifa che aveva vietato al capitano Neuer di indossare la fascia arcobaleno al braccio durante i mondiali 2022.
Dopo giorni di protesta Neuer si piega, indossa la fascia One Love, ma decide nella protesta simbolica e plateale, la mano davanti alla bocca accompagnato il comunicato della Nazionale tedesca: “Potete zittirci ma la nostra protesta resta”.
