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Lautaro contro Hojlund, uno scudetto sulle punte

Gli attaccanti di Inter e Napoli, sia pure per motivi diversi, non furono protagonisti della gara di andata al Maradona. Ma domani sera a San Siro la musica sarà diversa

Hanno entrambi conti da saldare. Storie diverse, cicatrici diverse, da curare però negli stessi novanta minuti, sui fronti opposti dello stesso campo. Inter contro Napoli sarà anche Lautaro Martinez contro Rasmus Hojlund. Per il capitano dell’Inter, l’ultimo incrocio con i campioni d’Italia è finito malissimo: gli insulti in campo con Conte, suo ex allenatore mai amato; il 3-1 sul tabellone e i fischi dei napoletani mentre spariva nel tunnel che porta agli spogliatoi. Il centravanti del Napoli, quel 28 ottobre al Maradona, non ha potuto giocare, fermato da un affaticamento muscolare. Resta quindi intatta la sua terribile statistica contro i nerazzurri di Milano, costruita ai tempi di Bergamo: tre sconfitte in altrettante partite, e nemmeno un gol segnato.

Hojlund e la rabbia per la gara con il Verona

Una rete l’aveva fatta, il 22enne Rasmus, mercoledì contro il Verona, sul 2-0 per i gialloblù, ma l’arbitro Marchetti ha annullato per un presunto colpo di mano. Sarebbe stata la sua settima in questo campionato, la decima in tutte le competizioni da quando, in agosto, è stato chiamato a Napoli per sostituire Lukaku. «Non l’ho nemmeno toccata», ha scritto il ragazzo di Copenaghen su Instagram, pubblicando i video di quel gol cancellato. Per farsi passare il nervoso, nel giovedì libero concesso alla squadra, ha giocato a fare il turista a Sorrento con la fidanzata. Ha mangiato un cannolo, ha rifiutato un limoncello, si è prestato agli inevitabili selfie, rispondendo in inglese ai complimenti che riceveva in italiano, lingua che sta imparando con calma, spronato dalle grida del suo allenatore a Castel Volturno: «Capisci? Tutto chiaro?». Lasciata alle spalle la quiete in Costiera, si prepara a scatenare la tempesta a San Siro.

Lautaro, nel mirino il podio dei gol di Boninsegna

Il 28enne Lautaro in questo campionato di gol ne ha già fatti 10, più di chiunque altro. Mercoledì sera è uscito dalla nebbia gelida di Parma quasi stupito dal fatto di non essere riuscito a segnare, visto che aveva messo a segno almeno un centro in ciascuna delle cinque partite precedenti. Numeri mostruosi, in linea con le sue ultime stagioni. È a quota 167 gol da quando nel 2018 Milito e Zanetti lo portarono a Milano dal Racing. Gliene mancano solo cinque per superare Boninsegna sul podio dei migliori marcatori di sempre del Biscione. Al secondo posto lo aspetta Altobelli, che lo definisce «uno dei migliori attaccanti del mondo».

L’analisi di Aldo Serena

Non meno generoso è Aldo Serena, che con quella casacca nel 1988/89 è stato capocannoniere di un campionato in cui giocavano Van Basten e Maradona: «Lautaro è multitasking. È prima e seconda punta insieme, eccelle nello stop, nel colpo di testa e nella difesa della palla. Hojlund più di lui ha la capacità di attaccare la profondità». Andrea Carnevale, che negli stessi anni vestiva la maglia del Napoli, aggiunge: «Di Hojlund stupiscono il fisico, la capacità di smarcarsi e il sinistro micidiale. Ma non ha i colpi da fuoriclasse di Lautaro». Parola alla difesa: per Ciccio Colonnese, che la sfida di domani l’ha giocata su entrambi i fronti, «fra i due, il più difficile da marcare è Lautaro, perché non sai dove cercarlo, visto che gioca ovunque. Mi ricorda Enrico Chiesa e Beppe Signori. Devi togliergli il respiro. Non puoi lasciarlo in pace nemmeno sulla sua trequarti. Hojlund è diverso, cerca il contatto col difensore. Sta a te non cascarci».

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