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Lazio-Napoli esame per lo scudetto e spareggio Champions. È il bivio della stagione

Primi contro quarti: duello ad alta quota allo stadio Olimpico. Gli azzurri difendono il loro primato solitario in piena emergenza

Sono solamente due le avversarie che il Napoli non ha ancora sconfitto nella sua inattesa ed esaltante cavalcata al vertice della Serie A: una è l’Inter – campione d’Italia in carica e attesa al Maradona tra due settimane – e l’altra è proprio la temibile Lazio, a cui gli azzurri fanno visita nell’atteso anticipo pomeridiano (ore 18) dello stadio Olimpico. È una sfida ad altissima quota e la posta in palio è per questo motivo di grande valore, visto la squadra di Antonio Conte comanda la classifica e quella di Marco Baroni occupa con altrettanto merito il quarto posto. Al di là della voglia di difendere con tutte le forze il loro primato solitario, dunque, i 90’ di oggi a Roma offrono a Di Lorenzo e compagni anche la chance di ipotecare in maniera quasi definitiva la qualificazione per la prossima edizione della Champions League: il vero e dichiarato obiettivo stagionale del club di Aurelio De Laurentiis. Ecco perché la trasferta nella capitale assomiglia a un vero e proprio crocevia e può spingere verso orizzonti ancora più ambiziosi la capolista, che conquistando i tre punti si garantirebbe il diritto nelle restanti 13 giornate di concentrarsi solo sul sogno scudetto: avendo già in tasca l’Europa.

Ma i numeri mettono in evidenza pure un rischio, perché in caso di sconfitta il Napoli sarebbe invece costretto suo malgrado a guardarsi soprattutto alle spalle. La Lazio infatti si presenterà in campo con l’obiettivo opposto di accorciare la classifica e in condizioni psicologiche molto vantaggiose: con la spinta dei 50 mila tifosi dell’Olimpico e l’autostima al massimo per le due vittorie già conquistate in questa stagione contro gli azzurri, in Coppa Italia e in campionato. C’è dunque un ostacolo altissimo sulla strada della squadra di Conte, che è viceversa arrivata al bivio di Roma nelle peggiori condizioni possibili: senza avere al seguito i residenti in Campania (sesta trasferta consecutiva vietata per motivi di ordine pubblico) e con la scomoda compagnia dell’emergenza infortuni, per le indisponibilità di Neres, Spinazzola e Olivera. È quasi superfluo ribadire che il club di De Laurentiis si è messo nei guai pure per colpa sua – al di là dei dolorosi colpi bassi della malasorte – toppando colpevolmente e completamente nella sessione invernale del mercato. Ormai però il danno è stato fatto e piangere sul latte versato non ha alcun senso, in un momento decisivo della stagione e in cui l’allenatore e la squadra hanno invece bisogno del massimo sostegno.

Per questo i tifosi hanno fatto sentire saggiamente la loro vicinanza al Napoli prima della partenza per Roma, dove al seguito degli azzurri ci saranno peraltro lo stesso un migliaio di fedelissimi che risiedono fuori regione. Ma la squadra è consapevole di doversela cavare da sola e moltiplicare le sue forze per superare l’ostacolo, oltre ad avere anche voglia di prendersi una rivincita contro la Lazio, vendicando sportivamente le due sconfitte subite nei precedenti di questa stagione. Baroni è stato finora un avversario tabù e Conte proverà a batterlo nonostante l’emergenza, che costringerà il tecnico leccese nei 90’ dell’Olimpico a una rivoluzione in difesa e in attacco. La nota positiva dopo una lunghissima assenza durata oltre due mesi è il recupero nel momento della verità di Alessandro Buongiorno, il cui ritorno tra i titolari renderà ancora più solido il reparto arretrato. È ovvio che sarebbe fondamentale non prendere gol: la strada maestra per uscire indenni da una sfida che si annuncia difficile.

Il Napoli è in testa alla classifica avendo appena il sesto attacco del campionato e gioca dunque quasi sempre sul filo del rasoio, con tantissime partite vinte soffrendo e di misura e altre (come le ultime due con Roma e Udinese) in cui è bastato invece un episodio storto per far sfumare i tre punti. Le caratteristiche degli azzurri sono state peraltro sempre queste – anche con l’organico al gran completo – e adesso c’è anche l’emergenza a spingere la capolista verso la resiliente strada del pragmatismo. Si spiega così il ritorno probabile al 3-5-2, che aveva aiutato la squadra di Conte a ritrovare solidità e sicurezza all’inizio della stagione. La mancanza di esterni in attacco impone del resto il rilancio di Raspadori: una seconda punta che potrebbe esaltare pure il rendimento di Lukaku. Perché non subire gol sarebbe fondamentale, ma segnarne almeno uno può valere un tesoro. L’Olimpico è il crocevia dei sogni.

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