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La Lazio vince al 100′ nella notte dei rigori e dell’Olimpico vuoto: 3-2 al Genoa

Con lo stadio deserto per la contestazione dei tifosi, vittoria sofferta della squadra di Sarri, che all’ultimo secondo si impone con un rigore di Cataldi. In precedenza dal dischetto avevano segnato anche Pedro e Malinovskiy. Primo gol in biancoceleste di Taylor

Roma – Nell’Olimpico vuoto per la protesta dei tifosi contro Lotito, la Lazio batte all’ultimo secondo il Genoa di De Rossi, ex giocatore e tecnico della Roma, e riesce a uscire da un tunnel che sembrava infinito. Succede tutto nella ripresa: cinque gol, tre rigori, tante emozioni. La spuntano i biancocelesti, dopo che i rossoblù avevano pareggiato risalendo in pochi minuti da 2-0 a 2-2. Ma Cataldi dal dischetto firma il 3-2 finale. Tra mille difficoltà, la Lazio – non vinceva in casa da due mesi e in assoluto dal 13 dicembre – torna a sognare l’Europa, mentre il Genoa perde l’occasione di centrare un punto importante per la salvezza.

Atmosfera spettrale all’Olimpico

Spettrale l’atmosfera all’Olimpico, circa cinquemila spettatori sugli spalti: riuscita l’iniziativa della curva, che aveva invitato i tifosi – compresi i 29mila abbonati – a disertare lo stadio. Una volta i contestatori Lotito li definiva “una sparuta minoranza”, adesso è la stragrande maggioranza e questa serata lo dimostra in modo eclatante. Non è una protesta nei confronti della squadra, ma della società che dimostra scarsa ambizione quando c’è l’occasione di fare il salto di qualità. E che non segue le indicazioni di Sarri sul mercato. “L’assenza dei tifosi è una dimostrazione d’amore”, ha detto il tecnico prima della partita. Una frase che non farà piacere a Lotito, bersaglio della contestazione. L’Olimpico vuoto certifica la frattura forse insanabile tra l’ambiente e la stessa società, il presidente non è mai riuscito a conquistare il cuore dei sostenitori biancocelesti – ieri molti hanno seguito la partita a Ponte Milvio, non lontano dallo stadio – e gli scarsi risultati delle ultime due stagioni hanno peggiorato la situazione.

La prima volta di Maldini

In questo clima avvelenato, con diversi giocatori in partenza, da Romagnoli (in tribuna) a Noslin e Tavares (entrambi in panchina), alla squadra non mancano ordine e impegno: Sarri prova subito Maldini falso 9, come è stato provato da quando il figlio d’arte è arrivato a Formello, con Pedro sulla fascia al posto dell’infortunato Zaccagni (problema muscolare all’addome) e Isaksen a destra (bocciato Cancellieri). Per una quarantina di minuti, l’ex atalantino fatica molto, soprattutto quando si ritrova spalle alla porta: apprezzabili invece due spunti nel finale del primo tempo, con un cross per Marusic (colpo di testa alto) e un altro deviato in corner. Del Genoa l’occasione migliore, con Vitinha sul filo del fuorigioco: formidabile Provedel nella respinta sul colpo di testa che sembrava vincente da due passi.

Secondo tempo pirotecnico

Zero i tiri in porta della Lazio nel primo tempo, esattamente come nel turno precedente a Lecce, due del Genoa. Il sostituto di Romagnoli, Provstgaard, si conferma forte di testa e si fa applaudire per una chiusura in scivolata su Colombo. Ma sarà colpevole – troppo passivo – sul gol di Vitinha. Promosso, comunque. De Rossi, reduce dalla miracolosa vittoria con il Bologna, si affida di nuovo al 3-5-2 con Colombo e lo stesso Vitinha in attacco. A inizio ripresa, il Var richiama l’arbitro Zufferli per un “mani” punibile (braccio troppo largo) di Martin su cross di Isaksen: è rigore. Glaciale Pedro, che segna il suo secondo gol e poi va a festeggiare sotto la Nord praticamente vuota. Prima decisione del Var favorevole alla Lazio in questa stagione. Al 17′ il raddoppio della Lazio: su rilancio di Provedel, Martin sbaglia il tempo dell’intervento e così Isaksen vola sulla fascia, aspetta l’inserimento di Taylor che di destro, lui mancino, piazza il pallone all’angolo: primo gol dell’olandese con la Lazio.

Tre rigori, Cataldi glaciale al 100’

Subito dopo, il “mani” è di Gila nell’area della Lazio: il Var richiama di nuovo Zufferli, è rigore. Il siluro di Malinovskyi – seconda rete di fila per l’ucraino – permette al Genoa di riaprire la partita. Così la squadra tenta la stessa rimonta da 0-2 che le è riuscita con il Bologna. Il pareggio arriva al 30′, otto minuti dopo, con Vitinha dopo il palo colpito da Malinovskyi su corner velenoso. Paga in parte la mossa di De Rossi, che sostituisce Martin, in serata no, con Messias. Sarri inserisce Ratkov e Cancellieri per Pedro – sempre prezioso – e Maldini. Nell’ultima azione, cross per Ratkov ma la parata la fa Ostigard, quindi altro rigore per la Lazio con terzo richiamo del Var. Impressionante la freddezza di Cataldi, che – come contro il Torino – la mette all’angolo e regala tre punti importanti per la squadra di Sarri. E per i pochi dell’Olimpico è festa.

Lazio (4-3-3): Provedel 6 – Marusic 6.5, Gila 5, Provstgaard 6, Pellegrini 6.5 (36′ st Tavares 6); Taylor 6.5 (37′ st Dele-Bashiru 6), Cataldi 7.5, Basic 6; Isaksen 6.5 (42′ st Noslin sv), Maldini 6 (28′ st Ratkov 6.5), Pedro 7 (27′ st Cancellieri.6). (40 Motta, 55 Furlanetto, 29 Lazzari, 23 Hysaj, 5 Vecino, 6 Rovella, 21 Belahyane, 19 Dia, 10 Zaccagni) All.: Sarri 6.5

Genoa (3-5-2): Bijlow 5 – Marcandalli 5.5 Ostigard 4.5, Vasquez 5; Norton-Cuffy 5.5, Ellertsson 6.5, Frendrup 6, Malinovskyi 7 (42′ st Masini sv), Martin 4.5 (23′ st Messias 6), Vitinha 6.5 (35′ st Cornet 5.5), Colombo 5 (35′ st Ekuban 6). (1 Leali, 39 Sommariva, 13 Zatterstrom, 21 Ekhator, 34 Otoa, 42 Celik, 2 Thorsby, 14 Onana, 30 Cuenca, 20 Sabelli, 86 Nuredini). All.: De Rossi 5.5

Arbitro: Zufferli di Udine 5.

Reti: nel st 11′ rig. Pedro, 17′ Taylor, 22′ rig. Malinovskyi, 30′ Vitinha, 55′ rig. Cataldi.

Recupero: 1′ e 7′.

Angoli: 5-3 per la Lazio.

Ammoniti: Malinovskyi, Provedel, Ostigard, Pellegrini e Norton-Cuffy per gioco falloso.

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