L’infortunio l’aveva fermato sul più bello – al momento del definitivo decollo e con il titolo raramente platonico di campione d’inverno in tasca – proprio quando il Napoli si era convinto ad affidargli la pesantissima eredità di Khvicha Kvaratskhelia, lasciando partire per la Francia il fuoriclasse georgiano nel momento cruciale della volata scudetto. Il club azzurro si sentiva con le spalle coperte e il merito era soprattutto suo: di David Neres, il funambolo brasiliano che era stato acquistato nella scorsa estate dal Benfica (28 milioni più 2 di bonus) con la convinzione che avrebbe scalato in poco tempo le gerarchie di Antonio Conte, da comprimario di lusso a titolare inamovibile. Altro che fulmine a ciel sereno, insomma. La cessione del più grande protagonista – insieme con Victor Osimhen – della storica conquista del terzo scudetto era solo una questione di tempo e a Castel Volturno si erano per questo mossi in anticipo con l’intento pure lodevole di non farsi trovare impreparati. Ma col senno di poi non è andata così, perché scherzare con il fuoco è sempre pericoloso e non tutte le ciambelle vengono con il buco. Appena il numero 77 si è congedato per prendere servizio al PSG, infatti, è uscito con sinistra puntualità dalla scena anche il funambolico numero 7: messo ko per un mese e mezzo da una lesione muscolare. La squadra s’è trovata quindi priva di colpo delle sua ali e ha fatto sempre più fatica a volare, subendo in modo fisiologico nelle settimane successive il sorpasso in testa alla classifica dell’Inter.
Il resto è storia nota, con l’irriducibile Conte che è riuscito lo stesso a restare aggrappato al sogno scudetto grazie al passaggio in corsa al 3-5-2, che peraltro è bastato solamente per conservare il secondo posto. Ma adesso la tempesta è finalmente passata e il Napoli può di nuovo contare almeno per la volatona finale su Neres, che nel suo primo anno in Italia e nonostante il lungo stop per infortunio può vantare uno score apprezzabile di 23 presenze, 2 gol e 6 assist. Non sono ancora dei numeri all’altezza di quelli di Kvaratskhelia, che prima di andare via aveva fatto in tempo a lasciare il segno con 5 gol e 3 assist in 17 presenze. Il ritorno a tempo pieno del brasiliano però è comunque una vitale boccata di ossigeno per le ambizioni degli azzurri, a cominciare dalla trasferta di lunedì sera a Bologna.
Conte tiene in considerazione anche Raspadori, che è stato prezioso nel momento del bisogno ed era uscito molto bene dalla parentesi con la Nazionale. Ma la prima opzione torna a essere per il presente e il futuro Neres, che è recuperato e sarà un punto di forza del Napoli pure nella prossima stagione. Le grandi manovre sul mercato sono già iniziate con il blitz londinese di Manna. Adesso però in cima ai pensieri azzurri c’è solo la trasferta di Bologna: il crocevia del sogno scudetto.