È difficilissimo ripetersi. Dappertutto. Ancora di più in una città dove gli entusiasmi sono sempre a mille e le depressioni idem. Napoli è bella per questo, e chi sa gestire queste cose è il più bravo. Nessuno però deve dimenticare che il club ha messo a disposizione del tecnico un parco giocatori tra i migliori d’Europa proprio per ripetersi. Perché se vinci da vincente sei un riferimento sportivo, se lo fai da sorpresa non hai lo stesso impatto. Bianchi, Bigon, Spalletti (anche se quest’ultimo ha lasciato dopo la vittoria dello scudetto): nessuno si è mai ripetuto l’anno successivo allo scudetto.
Napoli attrezzato come un big europea
Però, mi ripeto, questa squadra che forte lo era già lo scorso anno, in questo è molto più attrezzata. Si sono aggiunti giocatori di livello internazionale come Hojlund, De Bruyne (anche se starà fuori parecchio, anche il fattore fortuna conta), Milinkovic. Lo sfogo di Conte comunque non mi sorprende: è sempre in tensione, non riesce essere sereno. È il suo modo d allenare, lavora stressando rapporti e ambiente. E così in carriera ha vinto tanto. Ora c’è solo da discutere se il secondo anno potrà essere gestito sempre alla stessa maniera. Al momento sembrerebbe di no.
Roma, dipende dal fattore Dybala
In questo inizio di stagione l’unica squadra veramente degna di rilievo è la Roma. Sta trovando il gioco e le dice anche bene: contro l’Udinese il portiere Svilar ha fatto il fenomeno e quando non poteva fare niente ci si è messo di mezzo anche il palo. La vera incognita è Dybala: perché la Roma possa veramente sognare, un giocatore come lui dovrebbe giocare almeno 30 partite e tutte all’80% del rendimento. Perché quando sta bene è un elemento consistente, poco fumo e tanta concretezza.
L’Inter è uno squadrone, Lazio incomprensibile
Bene l’Inter, un vero e proprio squadrone. Ha ringiovanito parecchio, ma anche i senatori vanno eccome: Calhanoglu contro la Lazio sembrava il miglior Pirlo, le ‘seconde linee’ Susic e Zielinski danno prestazioni all’altezza, e davanti ha 4 punte fantastiche. Unici dubbi sulla difesa: Akanji me lo aspettavo migliore, per una crescita del reparto ci vorrebbe un ritorno di Acerbi ai propri livelli, ma questo anche per motivi anagrafici non so se sarà possibile. La Lazio invece non l’ho capita: si è accontentata di perdere 2-0, faceva possesso palla come se stesse gestendo il risultato. Forse non si sono accorti che avevano preso due gol…
Saelemaekers non deve fare il fenomeno
Sul Milan c’è da fare un discorso partendo dalla squadra per poi arrivare ai singoli. Un po’ di paura di vincere a Parma si è vista, e infatti una partita in cassaforte si è improvvisamente complicata. Poi però la reazione è stata fantastica, e qui vengo ai singoli: Saelemaekers salta tutti, arriva davanti alla porta e si mette a fare il fenomeno insistendo con i dribbling invece di chiudere in gol. E questo è un dettaglio sul quale Allegri dovrà lavorare (ma penso che si sia già fatto sentire). Esempio: Berardi nella partita vinta dal Sassuolo a Bergamo appena ricevuta palla non si è perso in convenevoli, mettendosi subito nella condizione di battere a rete in maniera attiva. Ed era l’azione del 3-0…
Alla Juventus non vedo miglioramenti
Chiudo con la Juventus. Se nel derby con il Torino il migliore in campo è stato il portiere, allora c’è qualcosa che non va. A parte una maggiore voglia di fare, con Spalletti non ho visto miglioramenti rispetto a Tudor. Zhegrova è la fotocopia di Conceiçao, David non riesce a far vedere nulla, Yildiz relegato a sinistra (e non libero di girare per il campo come secondo me dovrebbe essere) viene raddoppiato, a volte triplicato e non incide. Vlahovic di palloni ne ha presi pochi. Insomma, la solita storia: una partita buona, una sbagliata. Poco per un salto di qualità.
