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Massimo Mauro: I giocatori dovrebbero fare uno sciopero per chiedere l’abolizione del Var

La rubrica ‘Visti dall’Ala’

L’ennesimo caso Var, avvenuto in coda a Milan-Lazio, per me non è una soddisfazione ma una sconfitta. Sei anni fa infatti non sono riuscito a farmi ascoltare quando affermavo quello che ora dicono tutti: il Var è dannoso per il calcio. Se fermi l’immagine sono tutti rigori, tutti falli. L’arbitro di Milan-Lazio non c’entra nulla, ma poteva uscirne alla grande e mandare a quel paese il Var. Bastava dicesse “Ho visto bene, è calcio d’angolo”. Per uscire da questo imbuto resta una sola speranza: l’Associazione Italiana calciatori, preposta alla salvaguardia del lavoro dei propri assistiti, dovrebbe indire uno sciopero contro il Var, lasciandolo solo per i fuorigioco. L’altro strumento tecnologico utile è quello sul gol/non gol, poi però basta. Uno sciopero sarebbe il segnale più forte, perché i calciatori stessi tutelerebbero il gioco che consente a loro di diventare ricchi e famosi divertendosi. E penso che abbiamo il dovere di farlo.

Allegri ha ottenuto la fiducia di tutti

Var a parte, c’è poi quello che ha detto il campo. Il Milan l’ho visto bene e non solo perché ha vinto e creato tanto. Si vede infatti che Allegri è riuscito a ottenere la fiducia da parte di tutti. L’esempio lampante è Rabiot: è chiaro che è andato al Milan per il suo tecnico. Il francese è un manifesto di come si deve giocare, sia in attacco che in difesa. E sul suo esempio nessuno fa il lavativo. Addirittura Leao (e qui faccio pubblica ammenda in quanto non ci credevo) fa i movimenti da centravanti segnando pure. Insomma, è bello constatare come Allegri in quattro mesi abbia stravolto in positivo un ambiente depresso. Ci è riuscito senza fare il capo popolo alla Mourinho per intenderci, ma con i fatti. Non voglio minimamente adulare, ma certificare un capolavoro di intelligenza: basta vedere Bartesaghi, sembra Briegel.

Juve, serve ritrovare il gusto della difesa

Una svolta dalla quale deve passare Spalletti se vuole migliorare la Juventus. Il livello tecnico generale non è eccelso, serve quindi mettere le basi, a partire dal rapporto tra allenatore e giocatori, i quali devono assumersi le proprie responsabilità. Ma la cosa più importante da ritrovare è il gusto di difendere: Palestra del Cagliari è bravo ma sembrava Kvara, e se le squadre che la Juve incontra fanno sempre gol è chiaro che qualcosa non funziona. Confortante comunque la doppietta di Yildiz e l’aiuto che gli hanno dato i compagni. Nessuno, giusto ricordarlo, vince le partite da solo, solo Maradona poteva permettersi di farlo. Dovrebbe capirlo ad esempio Conceiçao, bravo nei dribbling ma spesso inconcludente nello sviluppo dell’azione.

Roma, tra presunzione e consapevolezza

L’altra squadra del turno è stata il Napoli che ha vinto all’Olimpico. Va detto che alcune partite la Roma non le può giocare come sempre. Se incontri squadre tecnicamente più forti un pochino devi aspettare, uomo contro uomo va bene ma non a metà campo. Si può parlare di presunzione ma al tempo stesso di consapevolezza. Perché per dare identità a una squadra servono anche queste partite. Nella squadra di Gasperini (a proposito, la sua assenza in panchina secondo me ha influito) per accendere le occasioni devi saltare l’uomo, ma quello principalmente delegato a farlo, Soulé, ha incontrato Buongiorno che lo ha picchiato correttamente e non gli ha fatto fare nulla. Anche Cristante per la prima volta ha steccato, mentre l’unico a trovare qualche spunto è stato Pellegrini.

Napoli, rosa fortissima per giocarsela su tre fronti

Al contrario, Neres, Lang e Hojlund hanno fatto una partita di una intensità eccezionale. Lì è stata la differenza, perché i difensori della Roma hanno sofferto le pene dell’inferno per gestire quei tre. Il Napoli ha fatto la partita di una squadra che è forte in tutte le sue componenti: è stata la vittoria dei ‘panchinari’, una grande certezza per affrontare con il piglio giusto tutti e tre gli impegni della stagione.

Inter, la scoperta della sofferenza

L’Inter ha tirato fuori la sofferenza, dato importante in quanto è la prima volta che lo fa. Chivu è stato bravo a non sostituire Lautaro ed è stato ricompensato. Lì sta tutta la psicologia di un tecnico, che deve convincersi che se non c’è un motivo fisico serio, i giocatori più importanti non si tolgono mai dal campo.

Incredibile quello che accade alla Fiorentina

Chiudo ribadendo l’incredulità per quello che sta capitando alla Fiorentina. Gira tutto storto: a Bergamo prende gol su un cross sbagliato, coglie due pali, Carnesecchi fa due parate pazzesche e alla fine perde. Adesso è una situazione terribile, servirà tanta personalità per venirne fuori.

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