Milano – Il quarto duello stagionale tra Inter e Milan è finito come gli altri tre: anche stavolta non l’ha vinto la capolista del campionato, dove primeggia con 20 punti di vantaggio sui cugini. L’incongruenza conferma l’imprevedibilità di ogni derby e tiene in bilico la semifinale di Coppa Italia, demandato al ritorno tra 20 giorni. Può darsi che l’equilibrio e l’1-1 siano stati figli anche dell’assenza dell’acciaccato Lautaro e dell’opportunità per Inzaghi di dosare le energie della squadra, attesa la prossima settimana dalla sfida di Champions col Bayern. Manca comunque la controprova che sarebbe andata diversamente, se Dimarco, Mkhitaryan (per un’ora) e Acerbi non fossero rimasti in panchina. Sta di fatto che il canovaccio è sembrato consequenziale alle caratteristiche degli attori.
«La cronaca della gara»
Le scelte di Inzaghi e Conceiçao
Il Milan, con Reijnders dietro il terzetto Jimenez-Pulisic-Leao, ha trascinato palla rasoterra fino alla trequarti. Da lì si è affidato alla speranzosa frenesia di Jimenez a destra e ai funambolismi a sinistra del riabilitato Leao, cui Hernandez ha offerto saltuario appoggio. L’Inter, con Frattesi incursore e Correa partner d’attacco di Thuram, ha scelto gli scatti improvvisi come modalità di assalto, essendo il palleggio meno consono agli interpreti della circostanza.
Primo tempo a fasi alterne
Il sistema difensivo milanista si è sbriciolato qua e là, però hanno farfugliato sotto porta prima Correa e poi De Vrij e Frattesi con due colpi di testa ravvicinati: li hanno respinti sulla linea Abraham in versione stopper e Maignan. Tuttavia anche la copertura interista si è mostrata slabbrata, in particolare a destra con Bisseck e al centro, quando Fofana svelleva palloni con forza ritrovata. Un destro da biliardo di Leao, sventato di piede, e un’imbucata di Reijnders per Abraham, disinnescata da un’uscita sempre di piede, hanno spaventato Martinez. Il sostituto di Sommer si è arreso a inizio ripresa: la girata vincente di Abraham, liberato da un rimpallo su Frattesi, ha dato ragione a Conceiçao, che ha preferito il centravanti inglese al messicano Gimenez, già degradato dopo la precoce elezione a profeta del nuovo corso.
Calhanoglu replica a Abraham
Inzaghi ha allora provveduto dopo unìora al triplice cambio (Mkhitaryan per Frattesi, Pavard per Bisseck, Zalewski per Carlos Augusto), che ha a garantito il ripristino degli schemi memorizzati soprattutto sul lato debole del Milan, quello di Walker. L’azione del pari si è sviluppata secondo mnemonica dalla linea di fondo: palla a Correa e smistamento al limite per Çalhanoglu, perfido ex favorito dal tuffo imperfetto di Maignan (innervosito dal mancato rinnovo del contratto?), che avrebbe poi evitato il gol su una zampata di Zalewski e su un sinistro in corsa di Mkhitaryan. Ma a quel punto, con Joao Felix e Gimenez invano messi in campo, era già virtualmente cominciata la semifinale di ritorno. La Coppa Italia resta per il Milan l’obiettivo ineludibile. Lo attesta l’ad Furlani (“non siamo soddisfatti”), in laboriosa trattativa per l’ingaggio di Paratici ds.
Milan (4-2-3-1) Maignan 5.5 – Walker 5, Gabbia 6.5, Thiaw 6, Hernandez 6 – Fofana 6.5 (43’ st Bondo sv.), Reijnders 6.5 – Jimenez 5.5 (23’ st Sottil 5.5), Pulisic 5 (31’ st Joao Felix 5.5), Leao 6.5 (43’ st Chukwueze sv.) – Abraham 7 (31’ st Gimenez 5.5). All. Conceiçao 6.5.Inter (3-5-2) Martinez 6.5 – Bisseck 5 (14’ st Pavard 6), De Vrij 6.5 (34’ st Acerbi 6), Bastoni 6.5 – Darmian 6, Frattesi 5 (14’ st Mkhitaryan 6.5), Calhanoglu 7, Barella 6, Augusto 5.5 (14’ st Zalewski 6) – Thuram 5.5, Correa 6 (46’ st Berenbruch Sv). All. Inzaghi 6.5
Arbitro Fabbri 6Reti: nel st 2′ Abraham, 22′ Calhanoglu
Note Ammoniti Hernandez, Acerbi (in panchina), Bisseck, Reijnders. Spettatori 67.595