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Milan, Paratici vede Furlani: vicina la fumata bianca. E sonda De Zerbi

Incontro a Londra alla presenza dell’azionista di controllo Cardinale per pianificare il futuro da direttore sportivo. Il nodo è il ruolo di Moncada

MILANO — Un passo in avanti consistente. Paratici è sempre più vicino al Milan. È lui il profilo scelto da Furlani come nuovo direttore sportivo (come anticipato da Repubblica), quello che lo convince di più, l’unico capace di mettere tutti d’accordo all’interno del club rossonero. Staccate, con ogni probabilità in modo definitivo, le alternative Tare e D’Amico. Ieri a Londra il candidato numero uno ha incontrato di nuovo l’ad milanista in un meeting a cui ha partecipato anche l’azionista di controllo Cardinale: un confronto che ha evidenziato ancora un po’ di distanza su alcuni dettagli. Tra questi, lo staff e il possibile ingresso del capo scout della Sampdoria Lorenzo Giani (in passato con Paratici da osservatore alla Juventus e al Tottenham), in un ruolo che però il Milan ha promesso all’attuale dt Moncada. Si lavora comunque con fiducia, la fumata bianca arriverà. Paratici agirebbe inizialmente da consulente esterno fino al 20 luglio, quando terminerà la squalifica per il caso plusvalenze.

De Zerbi, il Milan si avvicina

Il passo successivo sarà scegliere l’allenatore. Assai improbabile la conferma di Conceiçao, tra i potenziali candidati stanno crescendo le quotazioni di De Zerbi. L’attuale tecnico del Marsiglia piace perché giovane (ha 45 anni), italiano, con trascorsi milanisti e per la proposta di calcio innovativa e offensiva. Sabato Paratici ha incontrato in un hotel del centro di Milano il suo agente, Crnjar. Una chiacchierata esplorativa tra due amici, discorsi che hanno toccato anche De Zerbi. La sensazione, in ogni caso, è che il Milan si orienterà su un tecnico italiano o con esperienza in A. Un altro papabile è Fabregas. Conte, sotto contratto col Napoli fino al 2027, resta la grande suggestione.

Conceiçao vuole lasciare con la Coppa Italia

Conceiçao ieri ha ammesso di vivere un momento poco felice, non tanto per le voci che circondano lui e la società («Io non c’entro niente con queste guerre, faccio l’allenatore») quanto per i risultati che stentano ad arrivare. Però Sergio è orgoglioso, vuole giocarsi le sue carte fino in fondo: «La classifica non è buona, ma vi chiedo: da quanto il Milan non vince due titoli in una stagione?». La risposta: dal 2007-2008, Supercoppa europea e Coppa del mondo per club. Sono passati quasi 20 anni, ma i successi vanno anche pesati. Di sicuro il derby di Coppa può avere un peso nei discorsi sul suo futuro. Vincere il secondo trofeo in pochi mesi (e ottenere il pass per l’Europa League) gli permetterebbe di farsi valere quando si parlerà del Milan che verrà.

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