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Napoli, l’orgoglio e la gioia di Conte: “Non siamo pronti per morire”

Vietato considerarla una partita come tutte le altre. Napoli-Inter trasuda rivalità. Il duello è stato il leit motiv dello scorso campionato e la sfida del Maradona ha confermato come il dualismo proseguirà pure nel corso di questa stagione. L’istantanea più forte è stato il litigio tra Conte e Lautaro che non se le sono mandate a dire a metà ripresa: il capitano dell’Inter ha fatto un gesto plateale e il condottiero azzurro ha risposto rimediando l’ammonizione.

Tra i due volarono scintille pure quando erano entrambi all’Inter: Lautaro non gradì una sostituzione con la Roma calciando una bottiglietta e Conte lo riprese altrettanto platealmente. L’allenatore del Napoli ha commentato così l’episodio con il capitano nerazzurro: «Gli faccio gli auguri per tutto. È stata una partita molto dura e quindi certi episodi possono capitare. Ricordo che ho portato l’Inter a vincere lo scudetto. Dal punto di vista umano, evidentemente in due anni non ho avuto modo di conoscerlo e va bene così». Conte non le ha mandate a dire neanche al presidente dell’Inter Beppe Marotta che ha criticato l’operato dell’arbitro Mariani per l’assegnazione del primo rigore: «La differenza tra noi e loro è questa – ha spiegato Conte – l’Inter manda a parlare Marotta appena ne ha la possibilità, io questo non lo permetto sinceramente. Non ho bisogno che un presidente mi faccia da papà. Mi difendo da solo».

Conte poi ha parlato della vittoriai: «L’Inter era venuta qua per ammazzarci sportivamente, ma noi non siamo pronti per morire e lo abbiamo dimostrato. Questa è la squadra più forte del campionato, reduce da sette vittorie consecutive. Grande vittoria». E una risposta alle critiche. Conte evidentemente non le ha gradite tanto dopo il 6-2 con il Psv: «A volte c’è mancanza di rispetto nei confronti di chi lavora. Ci dobbiamo mettere l’elmetto e non dobbiamo ascoltare. Andiamo avanti per la nostra strada. Abbiamo vinto e posso dire che stiamo avendo tanti infortuni. Mancavano Rrahmani, Lobotka e Hojlund, poi si è fatto male De Bruyne.

Venerdì si è rotto il piede Meret. Sicuramente è un momento particolare. Non abbiamo neanche Lukaku e non può essere sempre tutto normale. A tutto c’è un limite. Sto dicendo dall’inizio della stagione alcune cose e parlo di annata complessa. Se ci si mettono pure gli infortuni. Sicuramente la sconfitta con il Psv ci ha fatto arrabbiare. Col City siamo stati bravi ad evitare la goleada e poteva diventare un’onta e invece è capitato con il Psv. Questo non deve accadere. La testa non va mai persa. Nelle cadute bisogna essere bravi ad imparare. Non dobbiamo mai perdere lo spirito che ci ha contraddistinto. Questi ragazzi daranno sempre tutto per la maglia finché ci sarò io. Siamo pronti a sputare sangue. In settimana che ci siamo detti? Abbiamo analizzato bene, non giro le spalle ai problemi. Sono leale e diretto, abbiamo parlato con i vecchi e con i nuovi. Se non vogliamo che diventi una stagione come quella di due anni fa, dobbiamo ritrovare lo spirito di squadra. È stata una partita importante, possiamo sempre dire la nostra e conquistare l’obiettivo che farebbe felice il presidente partecipando di nuovo alla Champions». Soddisfatto De Laurentiis: «Bellissima vittoria. Tutti uniti, questo è il vero Napoli».

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