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Nella vigilia da avanspettacolo tutti i segreti del nuovo bomber

Sull’arrivo di Hojlund prevale la curiosa polemica sulla scelta dello speaker. Come i social spostano l’interesse dalla partita. Da chiarire la sfida tra i due portieri

Se il club si definisce nella delicata bellezza del suo promo un teatro senza sipario, accade che per il ritorno del campionato a Fuorigrotta prima del Napoli entri Napoli, la città una volta capitale dell’avanspettacolo. Si sa di certo che non c’è ancora Hojlund, si discute animatamente invece sul dubbio che possa mancare il disc-jockey Daniele Bellini travolto da insolito successo nell’azzurro calcio di agosto. Non è stato ancora definito l’acquisto dell’attaccante che possa dare finalmente profondità al gioco un po’ piatto della squadra, ma i social sono occupati e divisi sul ruolo dello speaker, chi sarà l’esautorato “Decibel” che per definizione amplifica l’intensità sonora degli annunci nello stadio o Emanuele Palumbo, 25enne rapper di Secondigliano in arte Geolier?

In attesa che si mettano d’accordo la iconica ugola del Napoli e il nuovo speaker scelto dallo stesso Napoli c’è spazio per una riflessione. Possibile che la prima partita del Napoli con lo scudetto 2025 sulle nuove maglie sia oscurata dallo scontro tra due partiti di follower? C’è di più: se davvero l’origine dell’esonero di “Decibel” risale al mancato invito di un dirigente su palco di Castel di Sangro è così labile il potere di decidere per un presidente che chiuderà la campagna con oltre 300 milioni in acquisti negli ultimi due anni? Appare lentamente nella sua energia divisiva l’influenza dei social.

C’è ora chi paventa reazioni alla scelta di far annunciare le formazioni di Napoli e Cagliari non ad uno dei due, ancora peggio a un terzo incolpevole prescelto. Si va stasera allo stadio per sapere chi nella notte l’abbia spuntata? Vista la profonda banalità del tema si può dire davvero che il calcio renda ancora attuale il pensiero di Oscar Wilde. Vero: toglietemi tutto, non il superfluo.

Non è superfluo rilevare che il mercato condotto da Giovanni Manna e ispirato da Antonio Conte, tollerato da De Laurentiis e Chiavelli, risulti ancora incompleto, se non confuso e contraddittorio. Comincia con l’assalto allo svizzero Dan Assane Ndoye, classe 2000 gradito a Conte, ma scippato dal Nottingham Forest, prosegue con l’acquisto del coetaneo 25enne Lucca per 35 milioni, mentre l’Atletico Madrid si assicurava per quasi la metà Jack Raspadori, dopo i 6 gol, in parte decisivi per lo scudetto. Un giorno o l’altro Aurelio De Laurentiis farà due conti, memore del suo culto dell’avarizia purtroppo tradito, e detterà meglio l’indirizzo tecnico finanziario. Condizionare il costoso riscatto di Hojlund alla qualificazione Champions, a un limite di gol e presenze non sembra un dettaglio legittimo di una trattativa per un giocatore che non ha brillato l’anno scorso nel Manchester United ma una solenne eresia. Una volta c’erano manager che si sedevano con la controparte a un patto. Ci alziamo solo dopo la firma. Nei tempi delle Pec un affare può durare anche 80 giorni, quanto basta per farsi sfuggire un buon giocatore o fare il giro del mondo.

Il Napoli stasera riprova con la squadra della prima vittoria, a Reggio Emilia con il buonista Sassuolo, poco incline alle marcature. Beukema ancora fuori per Juan Jesus, pagato una trentina di milioni ma con otto anni di maturità in più.- Conte umorista involontario non risponde alla domanda sul portiere, Meret e Milinkovic Savic. Prega di attendere l’annuncio delle formazioni. Nessuno gli ha detto che ci sono tutti stasera allo stadio i 50mila delle ultime dieci partite, purtroppo rischia di non esserci lo speaker.

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