Platini esalta Dybala: “Fa parte della categoria di Maradona”

Michel Platini analizza l’attuale Juventus: “Pirlo era già un allenatore in campo, perché non può esserlo in panchina? Dybala mi piace tantissimo”.

24 ore circa a Inter-Juventus. La partita delle partite, il derby d’Italia. Michel Platini ne ha giocati tanti, ai suoi tempi. Vincendone e perdendone. L’Inter lo voleva ma l’ha sedotto e abbandonato, e così la Juventus non se l’è lasciato scappare. Aprendo un ciclo indimenticabile.

La ‘Gazzetta dello Sport’, alla vigilia del big match di San Siro, ha ascoltato il parere del Fenomeno Ronaldo da una parte e, dall’altra, proprio il suo. Leggenda nerazzurra e leggenda bianconera. Con tanti temi di discussione, a partire dall’importanza quasi smodata che Cristiano Ronaldo riveste per i campioni d’Italia in carica.

“Ronaldo è il numero uno dei ragazzi d’oggi come io lo ero per gli juventini degli anni 80 e Sivori prima – le parole di Platini – Lui o Messi? Due fenomeni totalmente diversi. Uno piccolo e svelto, l’altro alto e forte. Due giocatori meravigliosi da 15 anni. I compagni sono insofferenti quando non passa la palla? Può darsi, ma succedeva anche a me. Solo che non c’erano venti telecamere, non inquadravano tutte le smorfie”.

Andrea Pirlo dal campo alla panchina. Senza gavetta e senza esperienza. Una trentina d’anni fa accadde anche a Platini, catapultato alla guida della Francia.

“Pirlo era già allenatore in campo, perché non dovrebbe esserlo in panchina? Mi pare sia partito con la filosofia giusta, sempre alla ricerca dello spettacolo e del gol. Diamogli tempo, sarà importante la gestione. E lasciamo che ci siano dei romantici in panchina.

Conte? Mi piace. Ha fatto cose grandissime. Grintoso, sempre in movimento. Come lui solo Simeone e Gattuso. Altri sono più tranquilli, come Pirlo, forse tengono tutto dentro. Per loro due c’è un compito difficile e facile allo stesso tempo: devono fare risultato per forza, ma hanno le squadre migliori”.

Conte-Pirlo, la sfida nella sfida. Non altrettanto si può dire di Christian Eriksen e Paulo Dybala: un incompreso contro un campione che Platini inserisce nella schiera dei fuoriclasse.

“Conosco poco Eriksen. Dybala sì e mi piace. Tantissimo. Fa parte della categoria di Maradona, Sivori, Neymar, può darsi abbia un po’ meno talento ma vediamo. Non è Ronaldo, non è Messi e non è un regista, ma un 10 che gioca da punta”.

E Adrien Rabiot, connazionale di Platini? Ora è diventato fondamentale per la Juventus.

“Era un bell’acquisto, l’ho detto subito. All’inizio mi avete preso per stupido, ora capite che avevo ragione. Ma sa qual è il problema? Si vedono tutte le gare e si dà un giudizio definitivo ogni 90’. Si può sbagliare”.

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