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Quel mistero chiamato ranking Uefa: ora la Spagna ha rimesso le cose in ordine

La rubrica È sempre domenica

La notizia più spaventosa della settimana (più del via libera a Putin e del flirt con i neonazisti da parte del governo americano, più del crollo della produzione industriale italiana e perfino più del ricovero del Papa, che forse è in realtà avvenuto mesi fa per circostanze diverse) è sembrata questa: la Spagna ha superato l’Italia nel ranking europeo. Devastante conseguenza: l’anno prossimo ci sarebbero “soltanto” quattro squadre di A in Champions e sette nelle coppe. Si tratta del classico esempio di cane che morde l’uomo. L’opposto, la vera notizia, era che l’Italia fosse davanti alla Spagna. Se prendi un bambino di quattro anni o un marziano fatichi a spiegarglielo, il ranking. Lasciamo perdere le nazionali: l’ultima Italia che ha battuto la Spagna agli Europei prima dei rigori era quella di Conte. Ai Mondiali non s’incontrano perché ci vanno solo le furie rosse. Pensiamo alle squadre, invece. La Spagna ha vinto 5 Champions negli ultimi 10 anni (4 con il Real Madrid e una col Barcellona), l’Italia è ferma all’Inter 2010. In Europa League è tennis: 6 a 1 (4 al Siviglia, una al Villarreal e una all’Atletico Madrid, contro il punto dell’Atalanta). La grande rimonta è nella Conference, con il titolo della Roma e le finali della Fiorentina (ma prova a dire a milanisti o juventini che l’anno prossimo quella è l’Europa che vedranno). In Spagna gioca la meglio gioventù del continente (Yamal, Bellingham, Mbappé) e del Sudamerica (Alvarez e Vinicius). Nel primo indecifrabile turno di Champions Barcellona e Atletico filavano come tra le italiane soltanto l’Inter e appena il gioco si è fatto duro è entrato in campo il Real (e per restarci fino alla fine). È evidente che dietro la quinta italiana qualificata ci sono un miracolo (Atalanta) e una stortura (i criteri di assegnazione).

Quattro squadre e non cinque

Scendere a quattro non è un dramma. Mario Sconcerti impazziva già all’idea di premiare la quarta, figurarsi la quinta: come regalare gioielli alla figlia che passa la maturità con il minimo dei voti. Vorrà dire che la lotta per le prime posizioni si farà più serrata, che dietro Napoli, Inter e Atalanta (se non deragliano) dovranno correre per salire sul vagone: Juve e Milan con la spinta ma anche il peso della storia, Fiorentina e Lazio con l’inerzia della sorpresa. Pensiero controcorrente: giusto così. Oppure? Se la giochino faccia a faccia: spareggio in campo neutro, fuori le quinte di Italia, Spagna, Germania e Portogallo. Già che si gioca poco: una final four tra Juve, Villarreal, Stoccarda e Santa Clara. Vinca il (quasi) migliore.

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