Mozzate (Como) – Sliding doors. In milanese si chiamano porte slissade, in comasco porte sgürade. L’Inter avrebbe voluto in panchina Cesc Fabregas, allenatore del Como. Fabregas sognava di allenare al Como Sucic e Luis Henrique, acquistati invece dall’Inter. «Per Sucic era quasi fatta e Luis Henrique mi piaceva», ha raccontato il tecnico spagnolo, presentando la partita di questa sera a San Siro contro i nerazzurri, al centro sportivo di Mozzate, che dista dallo stadio Sinigaglia 32 chilometri di strada, dodici in più rispetto alla Pinetina, casa dell’Inter dai tempi del mago Herrera, che infatti viveva a Como in via Recchi, a due passi dall’impianto di casa dei lariani.
Herrera e tanti altri, gli interista che scelgono di vivere a Como
Dopo di lui, sul lago hanno abitato molte leggende nerazzurre, da Lothar Matthäus, che durante Italia ’90 portava i compagni di nazionale in gita in motoscafo, a Javier Zanetti, che sul lungolago incontra Zielinski e Akanji, per venire all’oggi. Morata, oggi probabile centravanti titolare del Como, ha scelto invece di abitare a Milano. Sono vicine, l’Inter e il Como, anche in classifica. Vincendo, Nico Paz e compagni aggancerebbero i nerazzurri, e sarebbe l’ennesima tappa nella salita verso il cielo cominciata nel 2019 dalla famiglia indonesiana Hartono, proprietà più ricca del calcio italiano, che nel club ha già versato 393 milioni. «Serve un partitone. L’Inter è la squadra italiana più forte», ha messo le mani avanti Fabregas. Chivu la conferenza stampa di vigilia se l’è scampata, come sempre nei weekend al termine delle settimane di coppa. Si è risparmiato le domande sul fatto che il prescelto, come successore di Inzaghi, fosse il suo avversario di serata.
Fabregas: “Vogliamo mangiarci tutti”
Sul tema, Fabregas ha tagliato corto: «La domanda mi fa male. Penso solo al Como. Vogliamo mangiarci tutti». Dovrebbe lanciare a partita in corso Assane Diao, recuperato dall’infortunio e perdonato per la leggerezza di unirsi da acciaccato al ritiro del Senegal. Per Chivu, che si prepara a schierare i migliori compresi Lautaro e Thuram, il dubbio è a destra: senza Dumfries, meglio il mancino Diouf o il sogno estivo di Fabregas, Luis Henrique?
