Torino – Il girone di ritorno della Juventus comincia dove era iniziato quello d’andata di Spalletti: contro la Cremonese, avversario infido allenato da “uno che dà proprio l’idea di conoscere bene il mestiere”, come dice l’ex ct parlando di Nicola. Lucio debuttò in bianconero vincendo 2-1 a Cremona, soffrendo e sbuffando, mentre dieci partite dopo (14 se si considerano anche Champions e Coppa Italia) si sta vedendo tutta un’altra Juventus, nel comportamento più ancora che nel rendimento, con una media di 2.1 punti a gara.
“Mi interessa il possesso campo, non il possesso palla”
“Siamo sulla buona strada”, ammette il tecnico, “ma c’è ancora da migliorare e soprattutto le cose buone che abbiamo fatto bisogna rifarle tutte le volte”. A Cremona la Juve andò a sprazzi, come anche nelle partite successive, mentre nelle ultime ha acquisito una notevole continuità. A Spalletti però non basta. “L’obiettivo è portare la squadra nella metà campo avversaria, senza indugi e senza timori. Non mi interessa il possesso palla ma il possesso campo, anche se la migliore fase difensiva è tenere noi il pallone”.
“Due caselle vanno riempite”
Dal mercato Spalletti non ha ancora avuto niente, ma per la prima volta ha ammesso di aver bisogno di qualcosa: “Non ho chiesto nulla soprattutto a centrocampo, mi stanno bene quelli che ho e se si rimane così per me va benissimo. Mi aspetto però che l’organico venga completato in un paio di posizioni in cui siamo un po’ corti. Si sta con le orecchie dritte”. Servono dunque un vice Yildiz, vale a dire un attaccante esterno sinistro, e un uomo di fascia destra che tecnicamente ci sarebbe (João Mario) ma che non viene considerato, siccome Spalletti lo considera inadeguato, come già aveva fatto Tudor. Lo scambio con l’eccellente Alberto Costa è stata forse l’operazione più catastrofica dell’ultimo mercato juventino.
Da Chiesa e Maldini, tutti gli obiettivi della Juve
Per l’attacco il nome caldo resta quello di Chiesa, anche se Lucio ne ha parlato con toni un po’ freddini, questa volta: “L’ho definito il nostro Sinner quando era un mio giocatore in Nazionale, ora non è più con me. Lo dissi perché aveva dei colpi, creava caos e scompiglio anche se poi per due o tre azioni non lo si vedeva più”. Strano soprattutto questo parlare al passato, come se il Chiesa di un tempo fosse irripetibile, e forse lo è. Tra le alternative resiste Maldini junior, profilo che all’allenatore garba, oltre al belga Carrasco. A destra i nomi non mancano, da Mazraoui a Molina, da Kayode a Norton-Cuffy.
Per l’allenatore Miretti è incedibile
E quando Spalletti dice che “a centrocampo non ho chiesto nessuno” è perché si vuole tenere stretto Miretti e considera il reparto completo, anche se ovviamente non chiuderebbe la porta a un giocatore migliore di quelli che ci sono: ma per quelli molto bravi servono molti soldi, le occasioni in saldo non eccitano l’allenatore.
David titolare anche contro la Cremonese
Contro la Cremonese torna a disposizione Kelly, difficile invece che ce la faccia Conceição. Spalletti ha ufficializzato la conferma di David come centravanti titolare: “Il gol al Sassuolo può essere un’iniezione di fiducia, mi aspetto che continui a crescere. Lui lega con i compagni, fa tanti metri, ti crea i vuoti come ha fatto per il gol di Miretti. Mi sembra che con la squadra ci sia intesa, perciò con la Cremonese gli si ridà fiducia”.
