ROMA – Addio a Suor Paola: è scomparsa la religiosa tifosa della Lazio. Aveva 77 anni, era malata da tempo. Divenne la suora più nota d’Italia grazie a Quelli che il calcio, il programma di Fabio Fazio del quale è stata ospite fissa dal 1993 al 2005, vivendo in diretta anche lo scudetto biancoceleste del 2000. La società è subito intervenuta con una nota per ricordarla: “La Lazio, con in testa il presidente Claudio Lotito e la dottoressa Cristina Mezzaroma, partecipa commossa al cordoglio per la scomparsa di Suor Paola D’Auria, fervente religiosa ed orgogliosa ambasciatrice della Lazialità. Mancherà il suo sorriso, ma non cesserà di certo l’umanità dei suoi collaboratori nel proseguire ciò che ha creato”.
Suor Paola e il calcio
La sua presenza divenne familiare nelle case degli italiani, non solo per la sua scelta religiosa, ma anche per la conoscenza del calcio. Quella che le permise di apparire in televisione, convincendo la madre superiore della sua congregazione, le Suore scolastiche francescane di Cristo Re: “Mi disse: ‘Sai parlare di calcio e te ne intendi, vai’” raccontò la stessa Suor Paola. Aggiungendo di aver “pensato che potesse essere una porta aperta per far crescere progetti di volontariato. Ma all’inizio è stata molto dura: il mondo ecclesiastico si è rivoltato, le altri madri generali chiamavano la mia al telefono per dirmi di smetterla. Alla fine si sono aperte tante altre porte, confidando ogni giorno nella Provvidenza”. Ma anche nella sua capacità di comunicare in tv, che anticipò l’epoca dei religiosi influencer.
Chi era suor Paola
Classe 1947, nata a Roccella Ionica (Reggio Calabria), Suor Paola ha vissuto a Roma da quando aveva vent’anni. Nel 1998 aveva fondato l’Associazione So.Spe. Solidarietà e Speranza, impegnata nell’assistenza a ragazze madri, bambini, adolescenti e persone colpite da violenze e povertà. Il suo obiettivo era il recupero sociale e sanitario degli assistiti, compresi i detenuti che dovevano essere aiutati “a rimpossessarsi della dignità umana e a ricostruire la loro identità”. Questa missione coinvolse anche l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, che aveva inaugurato un’ala della struttura di 1200 metri quadrati nel quartiere Bravetta, prima della condanna definitiva a un anno e dieci mesi per traffico illecito di influenze in uno dei filoni dell’inchiesta “Mondo di mezzo”. Alemanno fu assegnato alla So.Spe. per scontare lavori socialmente utili: insegnava italiano alle mamme straniere e aiutava i bambini a fare i compiti. Ma l’ex sindaco è stato arrestato e portato nel carcere di Rebibbia proprio la notte dell’ultimo Capodanno, per aver violato gli obblighi imposti dai magistrati nel campo dei servizi sociali.
Il ricordo della Lazio
“In questo momento di grande tristezza sento il dovere di esprimere la mia più profonda riconoscenza verso Suor Paola per l’esempio di amore, sacrificio e passione che ha incarnato quotidianamente. Conserverò sempre il ricordo delle sue parole e del suo sorriso, capaci di scaldare il cuore di tutti e di infondere speranza anche nelle sfide più difficili. Ci lascia un’eredità preziosa: la certezza che l’altruismo e la solidarietà siano la forza più grande che possiamo donare al prossimo. In questo momento di profondo cordoglio, a nome di tutti i dirigenti, i calciatori, i collaboratori e i tifosi laziali, porgiamo le nostre più sentite condoglianze. Il calore e l’esempio di Suor Paola resteranno per sempre parte della grande famiglia biancoceleste”. Così il presidente della Lazio, Claudio Lotito, esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Suor Paola.
Tajani “Roma perde un’icona”
Mentre si moltiplicano i messaggi di cordoglio dei tifosi biancocelesti, anche la politica rende omaggio alla suora tifosa: “Una persona buona con un animo gentile” scrive il vicepremier e ministero degli Esteri Antonio Tajani su X. “Suor Paola ha rappresentato per tanti bisognosi una fonte di conforto. Oggi la città di Roma perde una sua icona religiosa, volto di carità e speranza. Possa riposare in pace”. Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi invece Suor Paola “ci lascia il suo immenso amore per il prossimo, che lei coltivava occupandosi dei più deboli e sfortunati a cui regalava tutte le sue energie e la sua sincera e concreta testimonianza cristiana. Non la dimenticheremo. E lo faremo aiutando tutti quelli che ne erediteranno il compito di dare accoglienza e calore umano a chi continuerà a presentarsi alla sua porta”.