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Svilar: “Io il migliore? Non penso ai numeri, possono solo distrarti”

Il portiere della Roma è il meno battuto della A: “In carriera ho avuto fretta di arrivare e l’ho pagata, ora sono un altro”

Roma – Più Mile Svilar para, più torna virale un vecchio filmato che lo riguarda. Racconta un esordio da incubo, ma ricorda anche che è possibile sempre rinascere. «L’ho rivisto qualche giorno fa. Non mi riconosco, non sembro neanche io», dice il portiere della Roma. E sorride. Era il 18 ottobre 2017: prima partita di Svilar da titolare in Champions, all’Old Trafford, con la maglia del Benfica. Il più giovane esordiente di sempre nelle notti di coppa. Il palcoscenico è da brividi. Così come l’errore. Svilar, appena maggiorenne, agguanta un pallone alto e lo trascina in porta.

Quante volte ha ripensato a quella papera?«È cambiato tutto. Ero giovane. Forse troppo. Magari senza la goal-line technology non si sarebbe visto entrare il pallone (ride, ndr). Sono arrivato al Benfica con molte aspettative. È un grande club con una pressione enorme. Forse, ripensandoci, ho voluto bruciare le tappe. Sono andato troppo veloce».

In che senso?«In Belgio si parlava tanto di me, del mio talento. Non mi sentivo arrivato, ma magari pensavo di essere già pronto per qualcosa che invece era più grande di me. Direi che l’ho pagata, quella fretta».

Qualche altra presenza in Champions, poi tanta gavetta.«Ci sono stati giorni in cui ero arrabbiato e frustrato. Non è facile allenarsi e non giocare per quattro, cinque anni. Oggi posso dire che quel periodo mi ha aiutato molto mentalmente».

Ha mai pensato di mollare?«Mai. È stato difficile non portare il calcio a casa, ma la mia famiglia mi ha aiutato molto. Ho lavorato tanto sul fisico e su aspetti che chi gioca ogni tre giorni non può curare. Sapevo che sarebbe arrivata la mia occasione».

A dargliela è stata la Roma. Anche se con Mourinho non ha trovato spazio.«Quando sono arrivato, non mi aspettavo di giocare. Sapevo che sarei stato il secondo. Ma rivivere una situazione del genere, anche con gerarchie chiare, è stato duro».

Poi con De Rossi cosa è successo?«Dopo l’esordio di San Siro con Mourinho, De Rossi alla prima partita rimette Rui Patricio titolare. Ma qualche ora prima della partita mi chiama. Stiamo cinque minuti al telefono: “Metto Rui perché è più esperto, ma arriverà presto il tuo momento”. In questi casi non ti aspetti mai che accada subito. Invece ha mantenuto la parola».

Una rarità?«Nessun allenatore mi ha mai spiegato perché non giocassi prima, neanche Mourinho. Magari il preparatore dei portieri, ma il mister mai. Poi è arrivato Daniele».

Ora è il meno battuto d’Europa. Ci sono commentatori che la indicano come il migliore della A.«Non ci penso. Un’etichetta del genere ti può far perdere concentrazione. Non mi piace, anche quando sento parlare di percentuali e statistiche».

Cosa vi chiede Gasperini ora?«La massima concentrazione. Lui è abbastanza… non dico furbo, ma uno che sa come gestire la partita. Se stiamo vincendo, lui alza la soglia dell’attenzione. Sempre».

Che allenatore è?«Tiene di più agli allenamenti tra tutti quelli che ho avuto fino adesso. Poi la parte tattica… legge il gioco come pochi».

A Bergamo tanti giocatori dicevano che la partita della domenica serviva a riposarsi.«Io non corro come gli altri… Ma quando vedo i miei compagni capisco che non deve essere facile».

Lei è scaramantico?«Moltissimo. Prima di scendere in campo non mi chiedete di parlare».

In estate, prima di arrivare al rinnovo con la Roma, si è mai sentito lontano dalla Capitale?«Nelle trattative ci sono momenti difficili. Momenti in cui si dice qualcosa che non si pensa, da entrambe le parti. Però no, non ho mai pensato di lasciare la Roma».

Il suo idolo chi era?«Casillas. Modric, che ha il mio stesso agente, mi mandò i guanti e la maglia del Real Madrid di Iker, con una dedica. Avevo solo dieci anni».

Ora ne ha 26 e l’Olimpico le ha già dedicato un coro.«So che è un omaggio speciale, mi dicono che non succedeva da tanti anni. Quando la gente ti vuole bene, ti dà una motivazione in più».

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