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Thiago Motta e la Juventus, tutti gli errori che hanno portato all’eliminazione dalla Champions

Le responsabilità della sconfitta di Eindhoven: incidenti tecnici individuali, la strategia del tecnico, un ricambio generazionale troppo repentino

EINDHOVEN – La prima mezza stagione di Thiago Motta alla Juventus è finita malissimo: dopo aver steccato in Supercoppa, ha fallito rumorosamente anche il secondo traguardo stagionale, gli ottavi di Champions, facendosi eliminare da una squadra in crisi e con un fatturato quattro volte inferiore al suo: in questo si è allineato ai suoi predecessori, fatti fuori via via dal Villarreal, dal Porto, dal Lione. Se c’è una sindrome europea che attanaglia la Juventus, Motta ne è rimasto vittima come molti altri, ma c’è senz’altro anche una sindrome Motta, il cui obiettivo principale resta la conquista del quarto posto in campionato, quello che farà la definitiva differenza tra il fallimento e la semplice delusione. Gli resta ancora la Coppa Italia, competizione dal cammino agevolato (se, dopo il Cagliari, eliminerà anche l’Empoli, avrà una semifinale con il Bologna) e il Mondiale per club in estate.

Gli errori della Juventus contro il Psv

Quel che lascia perplessi i tifosi juventini è soprattutto il modo. Il cui modo in cui la Juve si è fatta piccola piccola di fronte al Psv, già battuto due volte in stagione, e quello in cui l’allenatore ha poi raccontato il fallimento, tenendosi accuratamente alla larga da qualsiasi autocritica (“Rifarei tutto quello che ho fatto”) e attribuendo tra le righe la responsabilità della sconfitta agli errori individuali dei suoi giocatori: “Il secondo e terzo gol a questo livello non si possono prendere”. Il sottinteso è che senza quegli sbagli la Juve avrebbe giocato la partita perfetta perché “l’atteggiamento era stato quello giusto, l’interpretazione del primo tempo mi è piaciuta moltissimo”. Thiago Motta ha circostanziato gli errori: “Sul primo gol abbiamo perso palla e ne è venuto fuori un contropiede”. Ma tra l’errore di Weah (un passaggio sbagliato per Kolo Muani, eravamo comunque in zona difensiva) e il gol di Saibari sono passati 30 secondi e la Juve ha sempre avuto la difesa schierata e dieci uomini dietro la linea della palla. Altro che contropiede. “Sul terzo gol, loro hanno battuto una posizione con un semplice cambio di campo e abbiamo lasciato Bakayoko stoppare la palla in area”. Sulla punizione di Veerman, in effetti, l’ala è sola già prima che parta la palla: sta in mezzo tra Nico Gonzalez e Mbangula, che sono però distanti lui. Possibile, tuttavia, che prima che partisse il cross nessuno della panchina della Juventus si sia accorto di quel piazzamento sbagliato? Il tempo per correggerlo ci sarebbe stato.

Il bilancio della stagione della Juventus

Thiago ha perso la fiducia dei tifosi ma non quella della società, consapevole che questa sarebbe stata una stagione complicata, tra il passato da rimuovere (ma forse si è esagerato nella veemenza della rimozione) e il futuro da affidare a una squadra ancora molto giovane. La dirigenza è convinta che la vera Juve di Giuntoli&Motta la si vedrà nella prossima stagione, ma intanto il disavanzo di mercato è stato di oltre 100 milioni e non ha portato alcun miglioramento nei risultati, anzi. I giocatori, di loro, continuano a essere molto incostanti, a volte sembrano mottiani di ferro, come nel secondo tempo contro l’Inter, e altre molto perplessi sui metodi di gestione del loro allenatore. L’unità di intenti va e viene. E l’autocritica, quella invece subito presentata da Locatelli a caldo, non si è vista.

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