Bari in Serie B, ma resta il problema della multiproprietà

La formazione di Mignani festeggia il ritorno tra i cadetti dopo quattro anni, con tre giornate d’anticipo

L’aritmetica parla chiaro: il Bari, con la vittoria a Latina, è stato promosso in Serie B a tre giornate dalla fine del campionato di Lega Pro, grazie alla rete del successo di Mirco Antenucci (anche se sarebbe bastato un pareggio). Aurelio De Laurentiis si è congratulato attraverso un post su Twitter con suo figlio Luigi, presidente dei galletti: “Complimenti alla squadra e ai tifosi che sempre numerosi ed entusiasti hanno seguito il Bari in questi anni, e a tutti quelli che hanno preso parte a questo viaggio programmatico” ha scritto.

Ma quali sono ora gli scenari per il club del capoluogo pugliese? Dopo quattro anni dal fallimento che aveva riportato il club tra i dilettanti, il Bari si prepara a tornare finalmente in cadetteria. Tuttavia, la famiglia De Laurentiis dovrà prendere una decisione sul destino della squadra entro il 2024.

Lo scorso settembre, infatti, il Consiglio federale Figc ha approvato all’unanimità il divieto di qualsiasi partecipazione societaria in più di un club professionistico, pur concedendo più di due anni e mezzo di tempo per avviare un percorso di cessione di una delle due società.

Per la prossima stagione, quindi, il Bari può restare nelle mani dell’attuale proprietà. Ma dalla prossima stagione De Laurentiis sarà costretto a cedere le quote di una delle sue due società: o il Napoli o il Bari.

Intanto, nel dubbio, la formazione di Michele Mignani si gode il suo momento di gloria, sognando di tornare in Serie A, dopo ormai più di dieci anni.

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