Fiorentina, Piatek: “Per la finale di Coppa Italia sono disposto a non segnare”

Il nuovo attaccante polacco della Fiorentina si mostra molto carico prima della semifinale di Coppa Italia, dimostrando di essersi già calato a meraviglia nella realtà Viola.

Il centravanti della Fiorentina Krzysztof Piatek, arrivato nel mercato di gennaio per sostituire Dusan Vlahovic, è stato intervistato dalle pagine del Corriere dello Sport prima della sfida di domani contro la Juventus, proprio la nuova squadra del serbo. Queste le sue parole sul suo arrivo nella città gigliata:

“Perché ho scelto Firenze? Perché qui ho riconosciuto subito un grande progetto. E poi Italiano gioca un calcio propositivo, offensivo e per un attaccante è un plus. In questo modo, si costruiscono i presupposti per andare in gol ripetutamente e dopo l’esperienza in Bundesliga per me questo è stato un dettaglio non da poco. Posso fare meglio e molto di più, non sono al top. Posso contribuire con le mie giocate”.

Già poco dopo il suo arrivo, sembra che il polacco sia più che ben disposto a calciare i rigori:

“Calcio di rigore contro la Juventus? Io sono pronto e voglio fare bene sempre. Si è vero gli ultimi li ho sbagliati, questo fa parte del gioco, ma io ci sono. Sto lavorando con attenzione. E poi io sono pronto a tutto. Sono un attaccante, quindi il gol è la mia benzina, ma mi preme soprattutto aiutare la squadra perché siamo un gruppo compatto. Sono pronto anche a non… segnare pur di andare in finale di Coppa Italia”.

Una parola anche sul bomber del passato, ovvero Dusan Vlahovic, e su quello che assieme a lui sarà l’attaccante del futuro Cabral:

“Vlahovic? Con lui mi sono allenato forse tre settimane. È indiscutibilmente un grande attaccante, lo ha dimostrato segnando tanti gol qui e facendo molto bene anche alla Juventus. Io suo erede? La pressione fa parte del nostro mondo, c’è sempre e noi attaccanti ne abbiamo tanta, perché i nostri gol sono fondamentali per aiutare la squadra. Io però voglio dimostrare quanto valgo non solo in area ma anche fuori mettendomi a disposizione della squadra. Non sento affatto pressione, semmai lo stimolo a fare bene […] Con Cabral siamo amici, parliamo molto. E veniamo da due esperienze diverse, che però possono risultare utili. Io ho giocato anche in Bundesliga e lui in Svizzera, È un ottimo giocatore e lo fa vedere anche in allenamento. E questo è un punto di forza”.

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