Infantino e i Mondiali biennali: “Speranza agli africani, così non dovranno attraversare il Mediterraneo”

Fanno discutere le dichiarazioni del presidente FIFA al Consiglio d’Europa. Lui, però, specifica: “Interpretate male, fuori dal contesto”.

Gianni Infantino, presidente della FIFA, i Mondiali ogni due anni. Un nuovo capitolo per la questione di cui si parla continuamente negli ultimi mesi. L’opportunità di organizzare la massima competizione calcistica avvicinando le edizioni quanto più possibile piace ad alcuni, viene osteggiata da altri. Fa discutere tutti. Ora le dichiarazioni del numero uno, che hanno alzato il tiro della questione.

Infantino ha infatti parlato nella giornata di mercoledì all’assemblea parlamentare del Consiglio europeo. Tra i vari argomenti la questione Qatar e le morti bianche nella costruzione degli impianti che ospiteranno i Mondiali 2022, le commissioni agli agenti e la propria visione per convincere il mondo del calcio ad organizzare i Campionati del Mondo ogni due e non quattro anni.

Per Infantino si tratta di un modo per permettere ai continenti meno coinvolti di essere protagonisti. Di creare nuovi posti di lavoro, di allargare la visione del calcio fuor dall’Europa:

“Il calcio è opportunità, speranza. Non possiamo dire al resto del mondo ‘dateci i vostri soldi’ ma “guardateci in televisione’ Dobbiamo includerli. Si è parlato tanto della Superlega, il calcio va nella direzione in cui pochi hanno tutto e la stragrande maggioranza non ha nulla. Se parliamo di Coppa del Mondo ogni due anni o della Superlega, posso dirvi che il Mondiale è l’antidoto a qualsiasi Superlega. Non c’è nulla di meno discriminatorio del nostro Mondiale, mentre una Lega di una manciata di club è qualcosa che non possiamo sostenere. Noi esportiamo emozioni”.

La dichiarazione che ha fatto maggiormente discutere è però quella legata alla questione migranti. Secondo Infantino, infatti, un aiuto potrebbe arrivare proprio dai Mondiali:

“Dobbiamo trovare il modo di includere tutto il mondo per dare speranza agli africani. In questo modo, non dovranno attraversare il Mediterraneo alla ricerca di una vita migliore e, come spesso capita, la morte in mare”.

Apriti cielo. Infantino è stato investito da polemiche e attacchi, alle quali ha voluto rispondere tramite i canali ufficiali della FIFA, nelle ore successive al discorso di Strasburgo:

“Dato che alcune osservazioni da me fatte oggi davanti al Consiglio d’Europa sembrano essere state interpretate male e estrapolate dal contesto, desidero chiarire che, nel mio intervento, il mio più generale è stato che tutti coloro che sono in una posizione decisionale hanno la responsabilità di aiutare a migliorare la situazione delle persone nel mondo. Se ci sono più opportunità disponibili, anche in Africa, e non limitate a quel continente, questo dovrebbe consentire alle persone di cogliere queste opportunità nei propri paesi. Questo era un commento generale, che non era direttamente correlato alla possibilità di giocare una Coppa del Mondo FIFA ogni due anni”.

Infantino ha parlato a margine di una relazione della Commissione denominata ‘Amministrazione del calcio: economia e valori’. Nella storia dei Mondiali, solamente nel 2010 il continente ha ospitato la manifestazione: allora fu il Sudafrica ad ottenere l’organizzazione del torneo, in cui nessuna Nazionale riuscì ad andare oltre i quarti di finale, come di consueto.

Le nazioni africane hanno provato ad ospitare il torneo prima e dopo Sudafrica 2010, ma solamente dal 1994: il Marocco è stata la prima a inviare la propria candidatura nella FIFA. Battuta dagli Stati Uniti, si è ripetuta anche nel 1998, nel 2006, nel 2010 e per il 2026.

Non è stata l’unica, vista la candidatura del Sudafrica nel 2006, battuta dalla Germania. Nel 2010 venne scelta l’Africa come paese ospitante, con Egitto, Nigeria, Tunisia-Libia e lo stesso Marocco superate.

Per il 2030 Marocco ci riproverà con Algeria o Tunisia, al pari di Camerun ed Egitto, mentre hanno avanzato la possibile candidatura per il 2034 Zimbabwe, Egitto e Nigeria. Il tutto aspettando una decisione sui Mondiali ogni due anni. Tra dichiarazioni polemiche e tentativi di spiegarsi.

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