Udinese, Molina: “Contro la Lazio potevamo fare tre punti”

L’esterno argentino dell’Udinese recrimina ancora dopo il pari di ieri contro la Lazio per 1-1, nel quale ha mancato di pochissimo il gol colpendo una clamorosa traversa.

Nahuel Molina è una delle più belle rivelazioni di questa Serie A per l’Udinese, e anche contro la Lazio è stato protagonista di una grande prestazione, nella quale ha colpito la traversa sfiorando il quinto gol della propria stagione. 

Intervistato da UdineseTV, l’esterno ha parlato del suo bel momento di forma e della sua crescita:

“All’inizio dello scorso campionato non giocavo molto, poi ho iniziato a giocare sempre di più. Nell’ultimo anno e mezzo sono successe tante cose tutte in fretta e non ho avuto tempo per realizzarle tutte. Vincere la Coppa America è stato bellissimo. Quando sono venuto a conoscenza della proposta dell’Udinese ho accettato subito, a Udine sono sbocciato. Il calcio italiano è molto diverso da quello argentino e all’Udinese ho imparato tantissimo. Sono molto felice di essere qua. A inizio campionato ho sentito un po’ tutto quello che ho vissuto, il mio fisico ha risentito dei viaggi intercontinentali per giocare con la Nazionale. Adesso sto meglio”.

Molina torna anche, nel corso dell’intervista, sulla gara pareggiata contro la Lazio:

“Ieri quando ho tirato e ho beccato la traversa il mio unico pensiero era quello di tirare in porta il più forte possibile. Un punto è sempre buono però a mio avviso potevamo farne anche tre. Abbiamo giocato una bella partita, siamo rimasti con l’amaro in bocca. Adesso dobbiamo concentrarci e pensare alla gara di venerdì contro il Milan. Ci sono sempre delle cose da migliorare. Anche dopo la vittoria contro il Torino sentivamo il bisogno di migliorare. Abbiamo perso la gara contro il Verona, un peccato perché abbiamo fatto diverse cose in attacco. Non è stata la partita che volevamo ma a mio avviso il percorso che la squadra sta facendo si vede”.

Infine, un commento sulla sua storia personale:

“Ho iniziato a giocare a calcio da piccolo. Mio papà fa l’allenatore in Argentina, anche i miei fratelli giocano a calcio. Sono andato via di casa a 11 anni, mi sono trasferito a Buenos Aires e da lì è iniziato tutto. Ho 5 fratelli, mi supportano sempre. Tutta la mia famiglia lo fa. Quando sono arrivato a Udine De Paul mi ha preso sotto la sua ala. In allenamento mi metteva pressione per migliorarmi. Anche Juan, Tucu e Nacho sono stati indispensabili. Per fortuna ho trovato tanti argentini che mi hanno aiutato”.

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